Todi (Perugia), 22 mag. (Apcom) – Pier Ferdinando Casini archivia l’Udc e avvia il percorso del partito della Nazione, e lancia da Todi un appello al Silvio Berlusconi: ammetta che il paese va a rotoli e che il suo governo non riesce ad affrontare l’emergenza in maniera autosufficiente e noi lo aiuteremo. Non entrando in questo esecutivo – sarebbe “immorale ed umiliante” – ma sottoscrivendo “un patto per l’Italia” tra maggioranza e opposizione per approvare la manovra anticrisi e fare le riforme.
Chiudendo la tre giorni organizzata dalla fondazione Liberal di Ferdinando Adornato, l’ex presidente della Camera fa un’analisi politica della situazione attuale puntando il dito contro la Lega e l’Italia dei Valori, la vera spia a suo parere del fallimento di questo bipolarismo e si rivolge direttamente al “presidente del Consiglio eletto dal popolo”: Al paese cosa serve? Aggiungere un posto alla tavola di Berlusconi o un cambio di passo? Chi è stato scelto dagli elettori, cioè Berlusconi, deve andare alla televisione e dire che c’è un’emergenza, che la casa brucia e chi ha buona volontà deve evitare di fare come i capponi di Renzo che si beccavano mentre il paese va a rotoli. Questo serve al paese non l’Udc nella maggioranza”.
Al suo partito che per tre giorni a Todi, tra nostalgie, dubbi ed entusiasmi, si è interrogato sull’opportunità di lanciarsi nell’esperienza nuova del Partito della Nazione, Casini dice: “Con la sola denuncia al massimo ci salviamo la coscienza. Ora dobbiamo passare dalla denuncia alla soluzione. Dobbiamo cambiare musica e spartito. Dobbiamo cambiare per esistere”. L’ex presidente della Camera non è sicuro che sia la scelta vincente, lo ammette. Ma vede nel superamento di un partito che ha dimostrato non poter andare oltre il 6% l’unica via.
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Luc
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