Roma, 18 lug. (Apcom) – Sono 5mila i bimbi che, ogni anno, vengono tolti ai genitori e affidati alle case famiglia: l’ultimo caso è quello della piccola Anna Giulia, la bimba di cinque anni di Reggio Emilia ‘rapita’ dai genitori da una casa vacanza. I giudici del tribunale dei minori ritenevano che i genitori non fossero in grado di esercitare correttamente la potestà genitoriale. “Non c`è nessuna norma o legge che sanciscano la `proprietà esclusiva dei figli da parte dei loro genitori biologici
– spiega Gian Ettore Gassani, presidente nazionale associazione avvocati matrimonialisti italiani – I minori sono, innanzitutto e soprattutto, sotto la tutela dello Stato e dell`intera comunità. La potestà genitoriale è un solenne dovere/potere dei genitori in favore dei loro figli: essa può essere revocata in qualsiasi momento dal giudice ogni qualvolta si realizzano fatti negativi per la crescita psico fisica dei bambini. Dunque la potestà genitoriale altro non è che una sorta di assunzione di responsabilità che lo Stato concede in prestito ai genitori”.
“Nel nostro Paese – continua Gassani – purtroppo si ritiene che i figli siano di proprietà dei genitori e che nessuno possa interferire in tale rapporto. E` evidente che c`è una grande confusione tra gli italiani ed anche tra alcuni famosi giuristi. In Italia i figli vengono affidati a terzi, case famiglia o parenti fino al quarto grado, molto frequentemente. Anche un`aspra conflittualità tra i genitori può giustificare l`adozione di provvedimenti ablativi o sospensivi della potestà genitoriale ed il conseguente allontanamento del minore dalla casa familiare. Tale sorte è toccata anche a molti figli di genitori appartenenti a ceti sociali medio alti, segno questo che la giustizia minorile non adotta provvedimenti così gravi soltanto nei confronti di famiglie con tossicodipendenti o che versano in situazioni di degrado socio-economico”.
Si calcola che ogni anno, circa cinquemila bambini vengano affidati alle case famiglia e tolti temporaneamente ai genitori. L`elemento di criticità, tuttavia, può essere individuato in una carenza di strutture adeguate e di preparazione e sensibilità di alcuni operatori che dovrebbero lavorare nella direzione di un concreto recupero dei rapporti tra i genitori ed i loro figli affidati a terzi. Inoltre i tempi lunghi delle procedure
minorili finiscono con l`aggravare situazioni e rapporti molto difficili. “Il caso di Anna Giulia non è isolato – conclude Gassani – Spesso vi sono state azioni di forza da parte dei genitori spodestati. Pur nel rispetto del dolore dei genitori di Anna Giulia, la soluzione all`intera vicenda debba essere caratterizzata dalla volontà di questi ultimi di offrire garanzie concrete per poter esercitare il diritto-dovere di genitore”.
Apa
© riproduzione riservata










