Raffaele Cattaneo contro Roberto Maroni, big varesini ai ferri corti all’ombra del Pirellone. «Trionfalismo fuori luogo» per il presidente del consiglio regionale, ciellino doc, che difende l’eredità dell’era del Celeste Roberto Formigoni, dopo che il governatore aveva tracciato il primo bilancio del suo mandato parlando di «rivoluzione della concretezza» e addirittura dei «100 migliori giorni di sempre».
Cattaneo, che del “passato” formigoniano è stato uno degli assessori più influenti e operativi, non accetta il paragone con il passato, e lo dice senza mezzi termini: «Francamente mi sembra fuori luogo invocare risultati senza precedenti». L’esponente varesino del Pdl precisa: «Tanto per restare nell’ambito “della normale dialettica politica”, ho provato a fare un veloce confronto di questi primi 100 giorni con l’analogo periodo di tempo del 2012 – attacca Cattaneo – emerge per esempio che il numero di delibere approvate dalla Giunta è sceso da 598 a 340 e che le risorse effettivamente messe a disposizione utilizzando fondi regionali sono di gran lunga inferiori alla metà. Peraltro, non essendo ancora stato fatto alcun assestamento di bilancio, tutto ciò che la giunta Maroni può spendere è stato previsto nel bilancio proposto dal governo regionale precedente».
Insomma, Cattaneo chiede a Maroni di smetterla con i «confronti con il passato», anche perché «meriterebbe ben altra considerazione». Tenendo anche conto del fatto che «la coalizione si regge sui voti del Pdl oltre che su quelli della Lega». Avvertimento piuttosto chiaro, visto che nelle ultime settimane tra Carroccio e azzurri i rapporti sono diventati molto tesi. L’appello conclusivo di Raffaele Cattaneo a Bobo Maroni, da varesino a varesino, è efficace: «Meno psicanalisi e più realismo per continuare sulla strada della politica chiesta dai lombardi».
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