C’è la coda anche per l’ultimo viaggio A Varese il forno crematorio è in tilt

C’è la coda anche per l’ultimo viaggio
A Varese il forno crematorio è in tilt

Una lista d’attesa anche per l’ultimo viaggio. È quello che denuncia So.Crem, l’associazione varesina che promuove la pratica della cremazione dopo la morte.

Perché Varese è una delle città più attive d’Italia in questa pratica, e il forno crematorio di Giubiano funziona sempre a pieno regime.

E basta un minimo inghippo per creare code, lasciando le famiglie in sospeso, con giorni e giorni di attesa per poter salutare il caro estinto.

«Il crematorio di Giubiano, l’unico della città, può arrivare anche a sette cremazioni al giorno – racconta, presidente varesino di So. Crem – è un buon numero, e un ritmo necessario: nell’ultimo anno, infatti, il 52% dei defunti varesini è stato cremato, in seguito a precise volontà espresse in vita. Ma a Giubiano finiscono anche i defunti non residenti, quindi i numeri si moltiplicano».

Non solo: nei giorni scorsi è stato necessario uno stop al forno di Busto Arsizio, per manutenzione. Ed è bastato un solo giorno per ingolfare Giubiano, lasciando le salme in lista d’attesa. «Noi ci limitiamo ad aiutare le famiglie a compiere la volontà del defunto, non gestiamo i ritmi del crematorio, che ora è fermo il mercoledì e la domenica e lavora fino alle 17.30».

«Il problema è che il Comune non organizza turni straordinari per momenti di picco di richieste, come è successo con lo stop di Busto – continua Bressan, che denuncia un rischio possibile – le società di onoranze funebri, soprattutto quelle non troppo serie, potrebbero iniziare a proporre anche alle famiglie varesine di andare a cremare i propri cari fuori provincia, addirittura fuori regione, aumentando i costi dei funerali».

Per So.Crem una soluzione ci sarebbe: aprire una seconda linea di cremazione, sempre a Giubiano.

«La predisposizione c’è già, è stata fatta al momento della costruzione del forno in funzione oggi – conclude Bressan – ci vorrebbe poco. È l’unica alternativa agli straordinari. Altrimenti, il rischio è quello di vedere lievitare le liste d’attesa». Anche per l’ultimo viaggio.

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