Stalker veri e vittime fasulle: due storie varesine a confronto. Due donne: la prima perseguitata davvero dall’ex marito infine denunciato dai carabinieri della stazione di Varese per aver reso un inferno con oltre duemila sms inviati in 12 mesi a quella che fu la sua compagna.
La seconda riassunta perfettamente dalle parole dell’avvocato , difensore dell’ex accusato di stalking e assolto con formula piena ieri mattina dal giudice.
«Quello di stalking è un reato che è diventato di moda denunciare da parte di donne in cerca di vendetta – ha detto Busa – In danno a chi viene ingiustamente accusato e alle vittime vere, reali, che si vedono la vita rovinata dai loro persecutori e che questi comportamenti sminuiscono e rendono un poco meno credibili». I fatti discussi in aula hanno ricostruito una vicenda che ha dell’incredibile iniziata ad metà 2012.
L’imputato, si scopre sin dalle prime battute della discussione, aveva lasciato la fidanzata, che ieri sedeva in aula in qualità di parte lesa, dopo aver scoperto che lei lo aveva tradito con il professore universitario che la seguiva nella stesura della tesi. Ma come: è lo stalker ad aver interrotto la relazione? Non solo: «È evidente – ha detto Brusa – come i contatti tra i due non fossero affatto unilaterali. La ex fidanzata gli telefonava, gli mandava messaggi. I due si incontravano anche in occasione di convegni di formazione professionale. E in più occasioni lei gli chiese di poter fare il viaggio in auto insieme».
Ed è l’imputato che in diverse occasioni dice, o meglio scrive, «basta è finita».
La donna ha anche dichiarato di aver subito un danno enorme dalla presunta persecuzione: «Ma qui i testimoni hanno dichiarato che ha avuto problemi di natura nervosa ben prima che questa storia avesse inizio – ha incalzato Brusa – Si è detto che non riusciva a lavorare a causa del suo stato di prostrazione. In realtà non lavorava in seguito a un incidente stradale: era in malattia. Infine risulta che pochi mesi dopo la fine del rapporto con il mio assistito, la ragazza abbia iniziato una nuova relazione con un ex fidanzato».
E oggi è felicemente sposata con un quarto amore, mentre lo stalker presunto è ancora solo.
Al termine della discussione, a chiedere l’assoluzione dell’imputato è stato lo stesso pubblico ministero d’udienza: assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste. E così è stato.
L’uomo ingiustamente accusato ora potrebbe denunciare la ex per calunnia.
Mentre una vittima reale delle persecuzioni dell’ex marito, con due mila sms di minaccia, centinaia di telefonate, pedinamenti e appostamenti non lotta per essere risarcita.
Lotta per ottenere un’ordinanza, già richiesta dai carabinieri all’autorità giudiziaria, che vieti al persecutore di avvicinarsi ai luoghi da lei di norma frequentati.
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