Centrosinistra, rivolta nel Pd “Oprandi candidata sindaco”

Centrosinistra, rivolta nel Pd “Oprandi candidata sindaco”

VARESE A fare il suo nome non è il partito ma la «società civile». A lanciare la volata della consigliera provinciale Luisa Oprandi per la candidatura a sindaco di Varese non è il Partito Democratico ma sono tre esponenti del mondo della scuola, della cultura e delle professioni della città giardino. Si tratta di Daniela Tam Baj, Ovidio Cazzola e Livio Ghiringhelli che, in un comunicato, si dichiarano a favore dell’esponente cattolica del partito di Bersani «per la sua apertura, praticata da tempo sul campo, al mondo del volontariato e la sensibilità ai problemi sociali, rafforzata da una rete di rapporti in particolare con il mondo dell’associazionismo e le istituzioni pubbliche».E che nel campo del centrosinistra i giochi siano completamente aperti lo dimostra anche l’approdo in città dei cosiddetti “rottamatori”, coloro i quali – sulla spinta del sindaco di Firenze Matteo Renzi – ritengono necessario mettere nel cassetto «il sistema delle vecchia politica» che opprime ancora oggi il Pd. Anche a Varese. Sono Natalino Bianchi, Stefano Catone, Andrea Civati, Simone De Clementi, Giovanni Macchi, Pietro Resteghini e Mauro Sarzi Amadè. L’iniziativa si chiama “Prossima fermata: Varese”, visionabile sul blog prossimafermatavarese. wordpress. com e su Facebook con l’omonimo gruppo. «Vogliamo coinvolgere la

gente per creare un programma che sia veramente voluto dal basso». A partire dalla necessità delle primarie, che i rottamatori si spasettavano insieme a una forte piattaforma programmatica in vista del voto di primavera. Il primo momento di confronto importante all’interno del partito, in vista del voto, sarà giovedì, quando si riunirà, dopo la fase congressuale, l’assemblea cittadina del Pd. «Il momento delle decisioni non può essere rinviato – dicono – quello che ci aspettiamo è che il segretario cittadino arrivi con la conferma del percorso di cui si è parlato, passando appunto dalle primarie, ma ne dubitiamo. Questo immobilismo è dannoso. Per questo noi ci facciamo promotori del coinvolgimento della gente, che magari non vuole vivere la vita di militante politico, ma che fa riferimento al centrosinistra». Nel partito ammettono di essere una minoranza. Ma pensano di esprimere il sentimento degli elettori, e quindi si sentono una maggioranza nel popolo del Pd. Soprattutto visto che il neosegretario provinciale Fabrizio Taricco non ha avuto una vera e propria investitura. «Al congresso provinciale ha votato infatti solo il 38% degli iscritti, di questi per Taricco solo il 34%. Forse la scelta di presentare più di un candidato avrebbe coinvolto maggioramente la base».Marco Tavazzi

e.marletta

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