Cercansi dottori disperatamente. Il Circolo li vuole ma non li trova

Situazione critica sul fronte salute: mancano psichiatri, fisiatri, biologi e internisti. Il direttore sanitario: «Bandi deserti». Rizzi: «Fare medicina è garanzia di lavoro»

– Trovare un camice bianco è come cercare un ago in un pagliaio. Sembra assurdo ma è l’amara realtà: mancano i medici. Psichiatri, fisiatri, biologi e medici formati per l’emergenza-urgenza sono le categorie più a “rischio estinzione”.O meglio, a Varese sembrano essersi già estinti perché l’azienda ospedaliera fatica a “reclutarne” di nuovi. Un recente bando per assumere sei specialisti di medicina generale si è concluso con l’individuazione di soli tre specialisti. Mancano anche nefrologi, cardiologi,

ortopedici, diabetologi. Decine le specialità sotto organico.«Abbiamo bandi di gara che offrono anche posti a tempo indeterminato ai quali non si iscrive nessuno: sono deserti – spiega il dottor direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Varese – Ci sono ormai una dozzina di discipline a Varese per le quali non troviamo candidati: iniziano a mancare anche gli internisti». Infatti, l’azienda ospedaliera sta cercando, ormai da qualche mese, medici internisti a cui affidare i pazienti “subacuti”.

«Non riusciamo a trovare personale». Il problema è costituito soprattutto dal percorso formativo che rende sempre più difficile il ricambio fra nuove e vecchie generazioni. La crisi di vocazione dei camici bianchi parte da lontano. Inizia con i test d’ingresso, da molti giudicati inutili dal punto di vista pratico e inadatti a selezionare i candidati medici. Perciò responsabili, almeno in parte, degli abbandoni universitari.
«Chi si laurea oggi in medicina trova subito lavoro – commenta il presidente della commissione Sanità regionale,- Ma i laureati e gli specializzandi sono sempre meno. La curva del pensionamento prevede che nel 2020 saranno quattromila i medici ad andare in pensione e noi non abbiamo nuovi camici bianchi da rimpiazzare. La soluzione è quella di abolire il numero chiuso d’accesso alle facoltà di medicina».
Insomma, concorsi a vuoto e una carenza di personale sempre più cronica. Di anestesisti, radioterapisti e soprattutto specialisti nel settore emergenza-urgenza se ne cercano da tempo ma pare siano in pochi, o nessuno, a rispondere agli appelli lanciati dall’azienda sanitaria che, ormai, si è quasi rassegnata ad un sottorganico divenuto cronico.
«Noi stiamo cercando – continua Avanzi – abbiamo bandi di gara appena conclusi, altri aperti e altri ancora che apriranno nel giro di qualche giorno. Lanciamo un appello a tutti i medici, soprattutto specialisti nel settore di emergenza-urgenza, a farsi avanti».

Una delle specialità che registra un drastico calo di specializzandi è geriatria, decisiva per il futuro dell’assistenza sanitaria dei cittadini.
Secondo i referenti del Sumai del Varesotto, sindacato unico di medicina ambulatoriale e professionalità dell’area sanitaria, «si formano giovani medici, ma si dimenticano le esigenze assistenziali del Paese. Un esempio per tutti è la geriatria. Occorre invertire immediatamente la tendenza, altrimenti rischiamo di non essere in grado di offrire un servizio sufficiente ai cittadini».
E poi ci sono i presidi ospedalieri che risultano meno attrattivi perché non proprio a portata di mano e che quindi risentono del frequente “fuggifuggi” del personale medico. «A Luino e a Cittiglio – conclude Avanzi – ci troviamo spesso di fronte a medici e infermieri che, dopo tre o quattro mesi dall’assunzione, lasciano il posto di lavoro e si spostano altrove perché più vicini a casa o perché hanno deciso di rispondere a offerte di lavoro all’estero maggiormente remunerative».