A Varese potrebbe arrivare la tassa di soggiorno. Ovvero una piccola quota che i turisti dovrebbero versare nelle casse del Comune per pernottare nella città giardino.
Si parla di una cifra irrisoria, ovvero di un euro, e al momento è solo un’ipotesi allo studio dei tecnici di Palazzo Estense.
Potrebbe tuttavia, essere istituita se nei prossimi giorni l’amministrazione non troverà altre fonti per far quadrare il bilancio o il modo di tagliare ulteriormente la spesa corrente.
Ieri pomeriggio si è svolta infatti la riunione speciale della giunta, allargata ai consiglieri comunali di maggioranza e ai segretari cittadini dei partiti di governo, per discutere il modo per trovare i fondi mancanti alla chiusura del bilancio. Dopo le ultime decisioni prese dal governo Renzi, infatti, Varese si è ritrovata sotto di 2,5 milioni di euro. Di questi, attraverso vari tagli decisi negli scorsi giorni, un milione e mezzo è stato trovato. Rimane il problema di un altro milione da individuare.
E la riunione di maggioranza ha sancito due certezze e due ipotesi. Le certezze consistono della decisione di procedere ulteriormente alla riduzione delle spese di ogni assessorato. È stato dato mandato ai singoli amministratori di ridurre le spese del proprio settore dell’1%, a propria discrezione.
Il risultato dev’essere tuttavia di portare ad un nuovo risparmio di mezzo milione di euro.
Altri 250mila euro invece verranno ricavati da un aumento delle riscossioni delle multe da parte della Polizia Locale. Mancano ancora 250mila euro circa per riuscire a fare quadrare definitivamente i conti. E qui le due ipotesi: la prima, appunto, della tassa di soggiorno.
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