Il “Sacro Monte” potrebbe presto diventare un brand e guidare una campagna di merchandising volta a promuovere il turismo locale.
Il nome del nostro sito dell’Unesco, studiato nella grafica o trasformato in logo, comparirebbe su una linea di t-shirt, felpe, cappellini, tazze, segnalibri, etc. La filosofia è la stessa di “Milano Design”: coinvolgere grandi personalità della moda per realizzare una gamma di prodotti e portare attenzione sul territorio. In quel caso, il primo a rendersi disponibile per “griffare” la città è stato . Per Varese, invece, tutte le ipotesi sono ancora aperte e “appese” alla vincita del bando della Fondazione Cariplo.
Ovviamente il merchandising è solo una piccola parte del progetto presentato dal Comune, che durerebbe tre anni e avrebbe un costo di oltre un milione di euro. A livello di infrastrutture, il Comune vorrebbe restaurare la sala conferenze del castello di Masnago, allestire una sala multimediale per far conoscere il Sacro Monte e attrezzare nel parco Mantegazza un auditorium.
Nonché – e questo è il fiore all’occhiello del progetto – mettere in rete i musei del Comune (Castello di Masnago, Villa Mirabello, sala Veratti) con la sala Pogliaghi della biblioteca ambrosiana e con il museo Baroffio e il nuovo museo Paolo VI alla prima Cappella (entrambi della fondazione Paolo VI). La rete prevedrebbe uniformità di orari e un unico biglietto.
«L’idea del merchandising è nata perché i musei non si sostengono tanto con la vendita di biglietti, quanto con bookshop e gadget. Stiamo pensando anche a un sito di e-commerce, proprio come i grandi musei » spiega l’assessore alla Cultura .
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