Che Varese esagerato! Quattro gol alla Triestina

Che Varese esagerato! Quattro gol alla Triestina

VARESE È ufficiale: il vento è girato, ecco la vittoria perfetta che scaccia i fantasmi. Il Varese che si fa duro anche coi piccoli è davvero da serie B. La gente ghigna felice e da tante cose capisce che è girato. Intanto perché Swarovski si scheggia ma non si rompe: quando Pereira resta giù a centrocampo tutto Masnago trattiene il respiro, poi per fortuna il 10 danzante torna a prender botte con la levità delle giornate giuste. Capisce che è girato perché alla prima vera bussata la porta giuliana crolla: lo schema Pisano frutta un altro gol, proprio sotto gli allievi del professor Speroni e gli striscioni a lui dedicati. Segna il bimbo fatto in casa, quello che c’era a Parabiago e aveva già affondato la capolista. Capisce che è girato perché stavolta la sfiga ce l’hanno gli altri: Zappino e il palo dicono no a Marchi, la traversa toglie un gol fatto a Godeas nell’unica circostanza in cui semina un Pesoli da scuola calcio.Capisce che è girato perché il Varese riesce ad ammazzare una partita: Neto cesella una meraviglia sulla linea di fondo e Carrozza la trasforma in oro. Anche Zappino corre a festeggiare davanti alla panchina, mentre in tribuna si spellano le mani e si scaldano al classico «chi non salta

è un comasco». Un attimo dopo le nubi si squarciano ed esce un timido sole, dev’essere il sorriso di Alfredo lassù. Capisce che è girato perché Sannino smette i panni del micione e torna la solita tigre in gabbia, polemizzando col quarto uomo. Capisce che è girato perché Cellini dimentica il lungo digiuno e fa una cosa da Buzzegoli, cioè la passa a Buba: e Buzzegoli fa una cosa da Cellini, cioè dribbla un avversario prima di goleare sicuro.La gente capisce che è girato perché canta allegra mentre Tripoli prende un palo impossibile, con otto metri liberi di porta a un passo. Capisce che è girato perché a venti minuti dalla fine i biancorossi abbozzano persino il torello. Capisce che è girato perché segna Cellini, dopo due rimpalli vinti di pura fame. Ha conquistato il corner dell’1-0, ha fatto il velo del 2-0, ha offerto l’assist del 3-0: ora è il suo momento. Si abbandona esausto sul prato, come a dire ciao scimmia pussa via, i compagni lo sommergono e tutti impazziscono come fosse il gol salvezza. Però si capisce anche che è tutto come prima quando esce Neto: ecco, lì viene giù lo stadio. Chissà quante volte ha sognato una standing ovation così, nei lunghi anni di oblio a Gradisca d’Isonzo.Stefano Affolti

e.romano

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