«La chiusura dei negozi non è una cosa di oggi e non riguarda solo Varese – commenta l’assessore al Commercio – Ci rendiamo perfettamente conto di quanto sia desolante vedere tante vetrine spoglie e posso assicurare che abbiamo a cuore la questione». L’assessore conferma che l’amministrazione è al lavoro per risolvere la situazione. «Ci siamo già attivati su via Robbioni, di cui a breve annunceremo le novità, abbiamo lavorato sulla Galleria Manzoni, che è risorta dalle ceneri, oggi incontreremo i commercianti di via Sacco proprio per parlare delle tante vetrine chiuse e concordare insieme strategie di rilancio,… insomma, non stiamo certo con le mani in mano». Alcune risorse sono già arrivate grazie al bando Sto@ 2020, vinto nei mesi scorsi, e forse altri fondi arriveranno dai bandi regionali a cui il Comune intende partecipare. «Da un punto di vista strategico stiamo cercando di capire quali sono le attività che aiutano il commercio e quali sono le richieste del settore, ma non mancano le azioni già messe in campo, come
il bando per la mobilità e il piano della sosta, che avranno un impatto positivo sul commercio, senza dimenticare cultura e turismo. Le iniziative che stanno prendendo forma vanno nella giusta direzione: porteranno in città turisti che i nostri negozi dovranno conquistare». Sul tema degli esercizi storici, l’assessore Perusin fa una riflessione ad ampio raggio: «Se guardiamo al trend internazionale, le grosse catene così come si sono sviluppate ora stanno chiudendo e in America sta tornando in auge il commercio di vicinato. Di solito quel che succede oltreoceano prima o poi arriva anche da noi, quindi sono fiduciosa. Inoltre con i commercianti si sta parlando molto di riqualifica, ovvero di riportare in città quei piccoli negozi di artigianato che sono spariti negli anni, come i calzolai, gli ombrellai, le piccole botteghe di alimentari. Per farlo, però, bisogna puntare su innovazione e integrazione. Il supporto economico non è la soluzione, perché si tratta di una scelta tattica a breve termine. Affinché le cose funzionino bisogna mettere in atto strategie durature».
A preoccupare , capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, è lo scarso turn over tra le attività commerciali che chiudono e quelle che aprono. I negozi, infatti, anche nel “salotto buono”, rimangono sfitti a lungo. «Ci sono sempre tanti locali sfitti in città – afferma Longhini – Anche le catene che prima sostituivano con velocità i negozi storici adesso si tirano indietro. Questo ci dice che forse Varese non è più attrattiva come una volta dal punto di vista commerciale». La colpa dei negozi sfitti – secondo Longhini – può essere messa in relazione a dinamiche nazionali, prima tra tutte le concorrenza dei centri commerciali e dei supermercati che offrono parcheggi gratis e che, in generale, rispondono al bisogno sempre più diffuso dei consumatori di «fare shopping in poco tempo».
Facendo, invece, un focus su Varese, Longhini sottolinea come le chiusure dei negozi rappresentino una grande perdita per il tessuto economico cittadino. Come contrastarla? «Bisogna fare tutto il possibile per aumentare l’afflusso di persone in centro – dice Longhini – Negli anni scorsi, in primavera, a Varese si organizzava sempre qualcosa. Ad esempio la festa di Primavera, la giornata degli artisti di strada, gli Estensi in Musica, mostre culturali, etc. Quest’anno, invece, tutte le aspettative sono riposte nel Festival delle Ville e dei Giardini». «Il rischio – continua Longhini – è che le risorse un tempo stanziate per iniziative più piccole adesso vengano dirottate su un evento che va valutato. In Commissione cultura abbiamo chiesto una stima dei costi per capire quanta ricchezza il Festival delle Ville può generare. Non ci è stato dato una risposta e così non sappiamo se stiamo parlando di una manifestazione che costa 100 mila o 300 mila euro. Conoscere il costo complessivo di un evento può essere utile per capire se i soldi investiti possano avere ricadute importanti sul territorio. Abbiamo avanzato richieste di chiarimento a ridosso di una manifestazione al cui inizio manca un mese e poco più. Va bene che la ricerca di sponsor è in corso, ma ci saremmo aspettati maggiori informazioni, almeno per quanto riguarda l’ordine di grandezza dell’evento».













