VARESE – Chiarimenti, domande, ma soprattutto perplessità, contestazioni e critiche hanno dominato la partecipatissima assemblea sulla rivoluzione viabilistica in corso tra Belforte e Biumo Inferiore. Un incontro tutt’altro che tranquillo, segnato da toni accesi e da una diffusa sensazione di disagio tra i residenti, che hanno espresso preoccupazioni concrete sugli effetti immediati e futuri delle modifiche.
Atrio, corridoi e persino i gradini della scuola primaria Sacco erano gremiti di persone (inferocite) nella serata del 20 gennaio, a testimonianza di un malcontento diffuso. L’incontro, promosso congiuntamente dai Consigli di quartiere 5 e 7 e aperto dal sindaco Davide Galimberti , si è trasformato ben presto in un lungo elenco di osservazioni critiche e richieste di ripensamento.
Se da un lato l’amministrazione ha rivendicato il quadro degli interventi di rigenerazione urbana – dall’area ex Carcano alla futura bonifica dell’ex Macello civico, fino allo studentato diffuso a Biumo – dall’altro molti cittadini hanno contestato l’impatto reale sulla vita quotidiana, sottolineando come i cantieri e i cambiamenti alla viabilità stiano già producendo disagi, rallentamenti e confusione.
Pista ciclopedonale nel mirino
Uno dei punti più contestati riguarda la pista ciclopedonale su viale Belforte. Diversi interventi hanno messo in dubbio l’effettiva utilità dell’opera, chiedendo quanti siano realmente i ciclisti che la utilizzeranno e denunciando la perdita di posti auto, soprattutto quelli a rapida rotazione, ritenuti fondamentali per le attività commerciali.
Non sono mancate critiche sui tempi: c’è chi ha parlato apertamente di un cantiere “improvviso e inatteso”, partito a ridosso delle festività natalizie e responsabile di lunghe code. Una scelta che molti hanno definito poco rispettosa nei confronti dei residenti.
Traffico deviato e percorsi allungati
Forti contestazioni anche sulle modifiche a via Carcano, via Tonale e sull’incrocio tra viale Belforte e via Ledro. In particolare, il divieto di svolta a sinistra – destinato a diventare permanente – è stato indicato come una delle scelte più penalizzanti.
Secondo diversi residenti, la nuova configurazione costringerà interi quartieri a percorsi più lunghi e macchinosi, con il risultato paradossale di aumentare i tempi di percorrenza invece di ridurli. “Per tornare a casa dobbiamo fare il doppio giro”, hanno fatto notare più persone, parlando di una soluzione poco funzionale e calata dall’alto.
Anche l’ipotesi di una rotonda, richiesta da alcuni cittadini, è stata esclusa dai tecnici per mancanza di spazio, alimentando ulteriori polemiche e la sensazione che le esigenze dei residenti non siano state pienamente considerate.
Parcheggi e vivibilità: cresce il malcontento
Altro nodo critico: i parcheggi. La perdita di stalli su viale Belforte, anche se compensata altrove, è stata giudicata da molti insufficiente e poco pratica. Commercianti e residenti hanno chiesto soluzioni più concrete, temendo ripercussioni sull’attrattività della zona.
Non sono mancati nemmeno interventi su paesaggio, caldo estivo e qualità della vita. Diverse voci hanno chiesto più alberi e ombra, sottolineando come alcune aree – fermate dei bus e zone di sosta – siano già oggi difficilmente vivibili nei mesi più caldi.
“Disagio oggi, benefici domani”: ma la fiducia vacilla
L’amministrazione ha ribadito che si tratta di una fase di assestamento, lasciando aperta la possibilità di futuri aggiustamenti. Ma tra i presenti è emersa con forza una sensazione diversa: molti temono che il prezzo da pagare in termini di disagi sia troppo alto, a fronte di benefici ancora tutti da dimostrare.
Tra code, cantieri, cambi di abitudini e incertezza sui risultati finali, l’assemblea ha restituito l’immagine di quartieri divisi tra l’obiettivo di migliorare la vivibilità e la paura concreta che la nuova viabilità finisca per complicarla. Un segnale chiaro: la partita è tutt’altro che chiusa, e il confronto con i residenti si preannuncia ancora lungo e acceso.













