di Francesco Caielli
Morandais 5 Ci prova, ci prova fino alla fine. Ma non va mica sempe bene. Più sparacchione del solito dalla lunga distanza, il ferro gli sputa fuori un paio dei suoi tiri impossibili, e nei minuti decisivi gioca per la prima volta della sua vita da “quattro” a marcare un bestione come Brown. Ci prova, appunto.
Antonelli 4,5 Abbonato alle partenze in quintetto, noi lo giudichiamo come quello che è: un giocatore normale, e non il giovinetto del quale bisogna avere pietà. Parte benino, ma si fa pescare subito in tre falli uno più stupido dell’altro (il più stupido quello finale): male, malissimo, in una serata in cui là sotto c’era bisogno di tutti. Niente pietà, ma pazienza sì: dai Ricky.
Galanda 6 Gioca più di quanto dovrebbe, e logicamente parte forte per calare via via alla distanza. Ci fosse stato un cambio buono a farlo rifiatare, nel finale ci avrebbe pensato lui.
Thomas 6,5 Segna, segna in tutti i modi e fa quello per cui è stato preso. Peccato per quel siluro nel finale che avrebbe probabilmente regalato la vittoria a Varese, che fa sdeng sul ferro e lancia la Vanoli verso la gloria.
Martinoni 6 Le statistiche non lo premiano come meriterebbe, e i troppi falli (sì Niccolò, due proprio non c’erano) lo relegano in panchina per troppo tempo. Tre rimbalzi in attacco, tutti pesanti.
Cotani 6 Più lo insultano, e più lui gioca da leone. Più gli gridano di tutto, più lui si gasa. Lottatore in una partita che andava vinta lottando, anche se la mini rissa con Brown infiamma il palazzetto e dà il via al parziale di Cremona. Non serviva.
Reynolds 5 Un allenamento nelle gambe, non gli si poteva chiedere di più.
Childress 3 Il peggior Randy mai visto in biancorosso. Palla perse pesanti come macigni, tiri sbilenchi ed errori madornali, irriconoscibile e dannoso. Vincere con un Childress così, è francamente difficile.
McGrath 6,5 Fa tutto bene, anzi, benissimo: si prende i tiri che deve e li segna, piace come fa girare la squadra. A 30’’ dalla fine, però, esagera scagliando un tiro affrettato e pretenzioso.
a.confalonieri
© riproduzione riservata










