VARESE E adesso ci troviamo nella scomoda posizione di chi deve convincere tutti a non prendersi troppo sul serio: nonostante si giochi un derby, nonostante si giochi a Cantù, nonostante partite così andrebbero sempre giocate e andrebbero sempre vinte.Domani, necessariamente, bisognerà cercare di farsi andar bene un derby che sarà diverso da tutti quelli che l’anno preceduto e da quelli che seguiranno (magari tra pochissimi giorni, visto che Varese e Cantù potrebbero incrociarsi ai playoff). Diverso perché anche se conterà per la classifica – Cantù deve vincere per difendere il secondo posto dall’assalto di Milano, Varese per decidere se finirà quinta, sesta o settima – è davvero difficile ipotizzare una Cimberio garibaldina e in campo con possibilità di vittoria. La sfida di giovedì scorso che ha regalato ai biancorossi i playoff dopo quattro interminabili anni di purgatorio si è lasciata dietro uno strascico infinito di infortuni e acciacchi: roba da andarci con i piedi di piombo visto che mercoledì si giocherà per gara uno dei quarti di finale. L’elenco è lungo. Kangur, durante la sfida con Montegranaro si è scontrato con Cinciarini procurandosi una distorsione alla caviglia: nei giorni scorsi non si è allenato e oggi non andrà nemmeno in panchina. Stipcevic nella sfida di giovedì ha fortuitamente infilato
un dito nella maglia di un avversario, girandosi il pollice: ieri la mano destra era gonfia e dolorante, non ci sono fratture, ma il play croato oggi sarà in panchina a fare numero. Slay, ricadendo a terra dopo un rimbalzo ha picchiato duro un tallone e fatica a camminare: oggi non giocherà. Fajardo è sempre alle prese con quel dolore all’altezza della tibia che lo tormenta ormai da una settimana: all’inizio sembrava una cosa da nulla ma poi i tempi di recupero si sono allungati e oggi non sarà della partita.Davvero difficile attendersi una partita vera e all’arma bianca, da parte di Varese, con una situazione del genere: Cantù non regalerà nulla perché ha assolutamente bisogno di vincere, e all’orizzonte si profila il rischio di una sconfitta dalle dimensioni preoccupanti. Ecco: ai biancorossi che scenderanno in campo chiediamo solo questo. Onorate una partita che per questa gente – i vostri tifosi, la vostra città – non è uguale alle altre. Nessuno si sognerà di storcere il naso se doveste tornare da Cantù senza aver vinto, ma tutti si incazzeranno se doveste tornare senza aver lottato: e non sarà un playoff meraviglioso appena conquistato a mitigare la rabbia di un popolo che, contro Cantù, non ha mai voglia di perdere.
e.romano
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