HURTT 6,5 Il voto è all’attaccante: sceglie bene i tiri, pochi ma buoni, e conferma di essersi scrollato di dosso le paure. Il difensore, invece, ha ancora molta biada da mangiare.
STIPCEVIC 8 Parte dalla panchina, entra e spacca la partita. Rifiata, riparte dalla panchina e la rispacca. Segna una tripla ignorante che fa venir giù Masnago, firma i liberi decisivi, prende il rimbalzo tombale, litiga con avversari grandi il doppio. Idolo.
RANNIKKO 7 Quando lui e Stipcevic lavorano bene, il temuto Collins sparisce. Teemu sta da pascià dietro le quinte: ha il dono inestimabile di fare sempre la cosa giusta, anche quando la sbaglia.
TALTS 6 Offre respiro al povero Garri: si vede che non è al meglio, però dà tutto nel lavoro sporco.
DIAWARA 7,5 Quando il gioco si fa duro, il più duro è lui. Quantità e qualità. Cazzia i compagni, fa a sportellate con Smith, bisticcia con i fischietti, segna persino un autocanestro. E firma venti punti, uno più sublime dell’altro.
REATI 6 Recalcati gli dà minuti, li ricambia a tratti: molto bene all’inizio (cinque punti di fila), un filo meno alla distanza. Farà fruttare tutto, perché è uno tosto che studia volentieri.
GARRI 6 Gioca controvento: Fletcher, come si temeva, banchetta in area. Ha il merito di non perdere mai la fiducia in una delle giornate più difficili della stagione. Simbolo di un gruppo duro a morire.
KANGUR 7 Alterna cose belle e stupidate, sottolineate da una terna fiscalissima. Quando capisce che è una battaglia, ci si butta e ci si esalta a suon di muscoli. Nel finale vola a riesumare una palla morta pesantissima. Mezzo punto in meno perché, a risultato apertissimo, tenta (e manca miseramente) un inutile alley-hoop alla Balotelli.
GANETO 6 Non è abituato alla ressa ma ci mette il cuore. Col senno di poi riderà di quell’ultimo libero segnato per errore.
Stefano Affolti
a.confalonieri
© riproduzione riservata











