Cimberio, in fila per 4 ore «Ma sono il primo abbonato»

Tanta gente così non si era mai vista. Era il primo giorno di campagna abbonamenti e sembrava la prevendita di una finale scudetto, con i corridoi del PalaWhirlpool imbottiti da un’entusiasmo senza precedenti, finanche contagioso. 311: questo il numero delle tessere staccate ieri, che ha polverizzato il record della prima giornata dell’anno scorso (152).

Ma il bello è che la giornata di ieri si è trasformata in una meravigliosa festa popolare, mancavano soltanto le salamelle e la birra, con la gente della Pallacanestro Varese che si è data appuntamento per riprendere quel discorso interrotto bruscamente qualche mese fa. Insieme.

voleva essere il primo. E per essere sicuro si è presentato davanti al palazzetto a mezzogiorno: quattro ore prima rispetto all’orario di apertura degli uffici. E la sua pazienza è stata premiata, perché in qualità di abbonato numero uno si è beccato la stretta di mano del presidente oltre a una felpa griffata Pallacanestro Varese. Ventiquattrenne di Somma Lombardo, Mattia è al decimo anno consecutivo da fedelissimo: « è il mio preferito e la squadra mi sembra buona: io, comunque, mi abbono a prescindere».

, invece, è arrivato al palazzetto all’una e mezza: ottavo della fila. Però si merita l’applauso più lungo, perché si è portato da casa un mazzetto di bigliettini numerati e ha organizzato la coda. Ogni volta che arrivava qualcuno, era lui a consegnare il relativo numerino: «Altrimenti qui succede un macello e la gente litiga, come è successo in occasione degli ultimi playoff».

Ilario è uno di quelli che ne hanno viste tante: «Venticinque anni di abbonamenti consecutivi, passionaccia che non se ne va via nemmeno volendo. La società, con i pochi soldi a disposizione, ha fatto un mercato strepitoso: le premesse per un’altra grande annata ci sono tutte».

Premio al tifoso più curioso: , di Milano. «Da piccolo mio papà, tifosissimo delle scarpette rosse, mi ha portato a vedere il derby Milano-Varese. Era la Mobilgirgi di che giocava con le maglie gialle, e io alla fine della partita dissi al papà: io tengo a Varese. In quel momento mi sono giocato l’eredità, però io non ho più cambiato idea. Mi sono abbonato nel 1999 perché respiravo un’aria diversa e mi sono abbonato lo scorso anno perché dopo tanto tempo ho respirato ancora quell’aria. Mi abbono quest’anno: l’aria è la stessa».

Anche l’altra metà del cielo vuole la sua parte: ecco e , le prime donne ad abbonarsi. «Prima volta per tutte e due, convinte dai bambini che giocano nel settore giovanile: abboniamo tutta la famiglia. Decisione presa dopo che l’anno scorso abbiamo comprato i biglietti per quasi tutte le partite, spendendo un sacco di soldi in più».

Alle 16.02 è in persona ad aprire le porte del PalaWhirlpool per accogliere i primi tifosi, un gesto simbolico che significa tanto, quasi rimarcare il messaggio più bello: la Pallacanestro Varese siete voi. Poi, il Cecco parla. «Vedere tutto questo entusiasmo – dice il presidente – è semplicemente bellissimo: il nostro obiettivo è quello di confermare il numero dei mini abbonamenti playoff dello scorso anno, quando 2.900 persone si erano tesserate per le sfide più importanti».

Noi, invece, rilanciamo: il sogno di sfondare quota 3000 questa volta non è un sogno, ma qualcosa che si può fare. «Speriamo – dice Vescovi – che la squadra ripeta quello fatto dal gruppo dello scorso anno, e non parlo di vittorie: dovrà ripetere l’atteggiamento, la voglia, gli sguardi». E ancora: «Non chiamatemi più presidente – dice il presidente – perché il mio posto verrà preso da qualcun altro. Da chi? Da qualcuno, spero, con Varese nel cuore».

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