Cimberio: "Restiamo soltantose c’è un progetto serio"

VARESE Per Roberto Cimberio sono stati giorni pesanti e difficili, quelli appena trascorsi: sballottato tra un’azienda da mandare avanti e un padre gravissimo in un letto d’ospedale, è impossibile chiedergli di pensare anche alla pallacanestro. Eppure una bella fetta del futuro biancorosso passa da lui: senza Cimberio, sarà davvero difficile pensare a una squadra da costruire. Ma prima dello sport vengono gli affetti, e tutti i tifosi hanno bisogno di sapere come sta il Cavaliere, quell’omone che abbiamo visto piangere dopo la sfida promozione contro Veroli. «Papà ha la pellaccia dura – dice Roberto – ed è un lottatore: diciamo che ora sta molto meglio. Evidentemente per anni nei palazzetti ha sentito i tifosi cantare “Non mollare mai”, e adesso li sta prendendo in parola».Fu proprio lui, il Cavalier Renzo, a poche ore dalla vittoria del campionato, a lanciare il primo sasso: «Noi Cimberio – disse – ci siamo, però non vogliamo restare da soli». Oggi qual è la situazione?Più o meno la stessa e a me non resta che confermare le parole che disse a suo tempo mio padre. La nostra azienda sarà felicissima di continuare ad essere lo sponsor della Pallacanestro Varese, a una condizione molto chiara: non faremo beneficenza, continueremo soltanto se la nostra sponsorizzazione servirà a veicolare il nostro marchio in maniera vincente.Ovvero?Ovvero se l’intenzione è quella di partire con una squadra di ragazzini, già retrocessa ancora prima dell’inizio

del campionato, a noi non interessa.Crede che la società abbia questa intenzione?Lo ha dichiarato in modo molto chiaro il presidente Castiglioni. Ha detto che se non cambieranno le cose nel giro di pochi giorni, la squadra verrà iscritta ma potrà contare esclusivamente sul denaro di sponsor e abbonati. Questo significa retrocedere, e noi non ci stiamo.Sta muovendo un appunto alla società?No, affatto, e voglio che questo sia chiaro. I Castiglioni, con i quali proseguono e proseguiranno ottimi e proficui rapporti di lavoro, hanno fatto tantissimo. Hanno riportato la squadra in serie A, l’hanno iscritta al prossimo campionato e hanno risanato i conti: sono meriti enormi. Adesso però è dura, e loro da soli non ce la fanno: è ora che qualcuno si muova.A chi si riferisce?Alla città, alle istituzioni e alla politica, alle società del varesotto e agli imprenditori: dimostrino attaccamento alla squadra e alla società, si muovano, si diano da fare.Altrimenti?Altrimenti i Castiglioni saranno costretti a ridimensionare tutto, e noi Cimberio non potremo fare altro che prendere atto della situazione e considerare chiusa la nostra avventura. Non siamo dei mecenati, e abbiamo ancora negli occhi la delusione patita due anni fa con una retrocessione che è stato un bagno di sangue, dal punto di vista del marketing: un’esperienza che non vogliamo ripetere. Insomma: noi ci siamo, a patto che ci dicano qual è il progetto. Altrimenti, le nostre strade si divideranno.Francesco Caielli

a.confalonieri

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