NAPOLI Il basket è un po’ come la vita: nessuno ti regala niente, e appena abbassi la guardia c’è sempre qualcuno pronto a farti lo sgambetto. Partita pazzesca, partita da spaccare il cuore e con un finale che merita di essere raccontato dall’inizio. Dopo dieci minuti passati a rincorrere, la Cimberio è lì, pronta a giocarsi punto a punto una vittoria che non vuole mollare. A 50 secondi dalla fine Cotani è in lunetta in una bolgia di fischi: il punteggio dice 75-74 per Napoli ma il gladiatore è glaciale e porta avanti i suoi. Dall’altra parte, dopo un’azione fatta di palle perse, recuperate, riperse e buttate via, finisce che Muurinen va in lunetta. Capelli biondi, sguardo di ghiaccio, ma mano che trema: il suo 0 su 2 inchioda il punteggio e subito dopo Morandais sembra risolvere la contesa con la bomba del più
quattro. Finita? Niente affatto: Tsaldaris si fa tutto il campo e segna da tre punti e il tabellone dice 78-79. Fallo sistematico su Childress che infila entrambi i liberi a 6 secondi dalla fine: 79-81. Rimessa lampo di Napoli, Tsaldaris si beve Cotani e arriva a tirare, segnando mentre il romano gli frana addosso: il palazzo esplode per quello che sembrava un gioco da quattro punti, ma gli arbitri gelano tutti dicendo che il tiro era da due (bisogna essere onesti: quel tiro era da tre punti). Qualcuno prova a invadere il campo, tutti protestano e Tsaldaris dalla lunetta può solo pareggiare a 3 secondi dalla fine. Tutti pensano già ai supplementari, ma Morandais inventa un canestro incredibile da poco oltre metà campo: Varese vince, Napoli piange l’occasione sprecata per dare un senso a un campionato che ora si avvierà verso una triste retrocessione.
e.romano
© riproduzione riservata













