Cina; Al via il tour europeo di Wen Jibao in cerca di alleati

Cina; Al via il tour europeo di Wen Jibao in cerca di alleati


Pechino, 26 gen. (Apcom)
– Dopo il gelo sceso sulle relazioni
sino-europee lo scorso dicembre, il governo di Pechino invierà il
Primo Ministro Wen Jiabao nel vecchio continente, questa
settimana, a rilanciare le relazioni con il primo partner
commerciale in un momento di forti turbolenze economiche.

Il calendario, annunciato dal Ministro degli Esteri, prevede una
visita di una settimana a Bruxelles , al forum economico di Davos
e nelle capitali di Svizzera, Spagna, Germania e Regno Unito per
cercare soluzioni comuni per uscire dalla crisi finanziaria che
ha toccato entrambi i continenti. L’itinerario lascia, però,
fuori la Francia, una delle maggiori controparti economiche della
Cina in Europa, sulla scia della crisi innescata dall’incontro
del Presidente Nicolas Sarkozy con il Dalai Lama alla fine dello
scorso anno.

Il Ministro degli Esteri Assistente, Wu Hongbo, ha spiegato che
la missione di Wen ha tre obiettivi principali. “Per primo mira a
elaborare politiche comuni per far fronte al rallentamento
economico globale- ha detto Wu- in secondo luogo a consolidare le
relazioni bilaterali e espandere la cooperazione con 4 paesi, e
infine a promuovere le relazioni fra Cina e Europa”.

Nel quadro della crisi finanziaria internazionale e delle
conseguenze sulle economie reali, Pechino e Bruxelles non possono
oggi far a meno l’una dell’altra, e, messe da parte le scaramucce
di fine anno del 2008, i vertici delle due parti sono
intenzionati a cercare soluzioni comuni. Attualmente l’Europa è
il primo mercato di esportazione per i prodotti cinesi (le
importazioni dalla Cina sono cresciute del 21% annuo nell’ultimo
lustro), ed un rallentamento dei consumi nelle città del vecchio
continente ha ripercussioni pericolose non solo sull’economia ma
anche sulla stabilità sociale del dragone asiatico. Le onde di
lavoratori migranti costretti a ritorni forzati nelle campagne
per la chiusura di centinaia di migliaia di fabbriche è imputata,
in Cina, alla diminuzione della domanda dall’estero e al calo
delle esportazioni, che potrebbe stimolare con accordi mirati con
i paesi da cui dipende. Ma l’Europa, dal canto suo, soffre di un
deficit commerciale che cresce al ritmo di 40 mld di euro annui e
che lo scorso anno ha raggiunto i 160 mld di euro, nonostante la
Cina sia il mercato che cresce più rapidamente per i prodotti
“made in Europa” (+75% all’anno nell’ultimo quinquennio).

Pechino potrebbe, quindi, attingere all’enorme fondo di riserve
che possiede per stimolare la ripresa finanziaria dell’Europa, e
allentare allo stesso tempo alcune restrizioni commerciali che
limitano gli investimenti stranieri in settori in cui i paesi
europei sarebbero più competitivi, a partire dai servizi. L’uso
diplomatico delle risorse economiche da parte della Cina obbliga,
però, i paesi europei ad un certo riguardo nei confronti del
gigante. L’ultimo richiamo si è visto quasi due mesi fa, quando
Pechino ha annullato all’ultimo momento il vertice Ue-Cina
previsto a Lione, a causa del comportamento provocatore del
presidente francese e allora presidente di turno dell’Unione
Sarkozy. L’incontro in Polonia con il leader spirituale del Tibet
ha mandato su tutte le furie il governo cinese e sacrificato
anche le pressanti necessità della crisi economica.

Molti oggi vedono in quello sgarbo anche la ragione di una
mancata tappa parigina di Wen Jiabao, nonostante la diplomazia
cinese abbia spiegato che la destinazione non era prevista nei
piani e che non c’è stato nessun invito formale da parte
francese. Invece, Wen andrà a Londra, un’altra economia che
soffre fortemente delle conseguenze del crollo del mercato
finanziario, dove concluderà accordi con Gordon Brown che dal
Ministero cinese fanno sapere ancora in via di definizione.
Il premier sarà accompagnato dal Ministro degli Esteri Yang
Jiechi, dal direttore della Commissione Nazionale pre lo Sviluppo
e le Riforme, Zhang Ping, e dal Ministro del Commercio Chen
Deming.

acm

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