ROMA Cinecittà apre per la prima volta le sue porte al pubblico: da domani, dalle 10.30 alle 18.30, sarà possibile entrare negli storici studi cinematografici per visitare l’esposizione «Cinecittàsimostra» e camminare sui set del film «Gangs of New York» e della serie televisiva americana «Rome». L’obiettivo di questa iniziativa è di far conoscere ai visitatori le varie fasi di realizzazione di un film e di ripercorrere la storia degli studi ma, come ha sottolineato Luigi Abete, presidente di Cinecittà Studios, «questa mostra vuol essere un progetto pilota per un futuro museo del cinema permanente da realizzare negli studios. Se questo esperimento piacerà al pubblico nei prossimi 24 mesi penseremo ad un investimento in questo senso».Nella palazzina presidenziale è allestita la parte principale di «Cinecittàsimostra»: sulle pareti della prima sala ci sono le frasi delle sceneggiature di grandi film come «Medea» di Pasolini e «Ludwig» di Visconti, poi nelle sale successive sono in mostra i costumi, da quello di Cleopatra indossato da Liz Taylor
al saio di Sean Connery de «Il nome della rosa», le scenografie fatte da artigiani di Cinecittà o i bozzetti di grandi scenografi come Dante Ferretti. Una stanza è dedicata alla postproduzione con un documentario in cui si spiegano le tecniche di montaggio di un film, e nell’ultima sala trailer e fotografie di grandi film realizzati negli studi, da «Il divo» a «Malena».Nella palazzina Fellini invece si ripercorre la storia degli studi, con immagini di registi, produttori, troupe e attori che hanno lavorato qui e in una sala vengono proiettati i provini al Centro Sperimentale di Cinematografia di attori come Stefania Sandrelli, Catherine Spaack e Riccardo Scamarcio. Non poteva mancare una sala omaggio a Fellini con i costumi di Mastroianni e Masina in «Ginger e Fred» e le sceneggiature originali dei film del grande regista. La mostra rimarrà aperta fino al 30 novembre e questa sera verrà inaugurata con una festa a inviti cui sono attesi fra gli altri Roberto Benigni e Carlo Verdone.
a.cavalcanti
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