Cinese “compra” un lavoro Denunciato artigiano varesino

Cinese “compra” un lavoro Denunciato artigiano varesino

VARESE Tremila euro: questo sarebbe stato, secondo quanto accertato dagli inquirenti, il prezzo concordato da una clandestina per acquistare il diritto di rimanere in Italia. Lo hanno scoperto i carabinieri di Bagnolo in Piano, un comune della Bassa reggiana, che hanno individuato in un artigiano residente a Varese il finto datore di lavoro di una cinese che aveva avviato le pratiche per regolarizzarsi in concomitanza con l’ultima sanatoria del 2009. L’artigiano, 35 anni, è stato denunciato alla procura della Repubblica di Reggio Emilia per falsità materiale in certificati e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La scoperta è stata fatta grazie agli accertamenti compiuti dai militari in un opificio tessile di Bagnolo

in Piano gestito da un cinese. Tra i lavoratori, tutti regolari, anche una cinese quarantenne che, alla richiesta dei documenti, ha esibito copia della documentazione con la quale attestava la sua assunzione come colf alle dipendenze di un artigiano di Varese. I successivi controlli hanno accertato che si trattava di un’assunzione fittizia in quanto la donna, di fatto operaia tessile, non aveva mai svolto l’attività di badante alle dipendenze dell’artigiano. Alla fine la cinese ha ammesso di aver pattuito la somma di denaro per riuscire a “comprarsi” la regolarizzazione e poter restare in Italia. Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità dell’imprenditore tessile per il quale la donna lavorava.

s.bartolini

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