BUSTO ARSIZIO Ultras biancoblù arrestato per lesioni dopo gli scontri avvenuti in occasione del match Mantova-Pro Patria di domenica scorsa. D.F., 31 anni, incensurato, noto ultras della Pro, è stato arrestato dalla Digos di Varese, in collaborazione con gli uomini del commissariato di Busto Arsizio, nel tardo pomeriggio di ieri. Lui avrebbe colpito Vittorio Rossi, dirigente della Mobile di Mantova, con una cinghiata al volto che ha raggiunto il poliziotto poco al sopra l’occhio destro. Sette i giorni di prognosi per l’alto funzionario di polizia, manette ai polsi per il trentunenne identificato grazie al filmati della Digos nel corso della partita. Ad incastrare il giovane ci sarebbero proprio i fotogrammi che lo mostrano mentre colpisce il funzionario.In principio furono le voci. Già domenica sera a Busto serpeggiavano malcontento e preoccupazione: qualcuno aveva creato tensione nel corso del match di Coppa Italia con il Mantova. All’inizio si parlava di un oggetto, forse una bottiglietta, lanciata verso un dirigente della polizia mantovana dagli spalti biancoblù. Tra negazioni convinte e mezze conferme è trascorso anche il lunedì. Sino a quando le indagini congiunte tra la polizia mantovana e la questura di Varese, con in campo Digos, squadra mobile e agenti del commissariato di Busto (che i tifosi li conoscono uno ad uno), non si è arrivati
al responso. Non una bottigliata, non una sassata o il lancio accidentale di un oggetto (che, seppure vietato, avrebbe messo in dubbio il dolo del tifoso portando alla ribalta la tesi accidentale) ma un colpo di cinghia ben assestato al volto del capo della Mobile di Mantova. Cosa abbia scatenato l’ira di D.F., al momento, non è dato saperlo. Il clima allo stadio pare fosse pesante, quanto meno teso, con tifoserie accese, ma nessuno avrebbe pensato al peggio.E invece il peggio è arrivato. Una cinghiata al volto di un poliziotto, con tanto di referto medico alla mano, che certamente non giova alla situazione Pro. Certamente il trentunenne, che da incensurato parrebbe non avvezzo a gesti violenti, ha agito d’impeto. Ma i filmati lo incastrano: da quei fotogrammi lui è stato identificato, in quanto noto, quale autore del colpo al viso del dirigente. E una perquisizione in casa di D.F. parrebbe aver dato conferma delle accuse: Digos e Mobile di Varese nella casa bustocca del trentunenne avrebbero trovato proprio la stessa cinghia utilizzata per la sferzata al volto di Rossi. E il giovane è finito in manette a disposizione dell’autorità giudiziaria che oggi disporrà della sorte del ragazzo chiedendo la convalida in carcere, ma non facendo trapelare nulla su eventuali misure di custodia cautelare.
e.romano
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