Cinquemila starnuti di troppoL’ambrosia stavolta fa male

Cinquemila starnuti di troppoL’ambrosia stavolta fa male

VARESE In questo momento circa 5mila varesini stanno starnutendo, con lacrimazione di occhi e pruriti al naso. Nessuna epidemia di raffreddore, si tratta dell’allergia del momento, causa della fioritura intensa di questo periodo dell’anno dell’ambrosia, che immette nell’aria grande quantità di polline a forte capacità allergizzanti. Si tratta di una pianta erbacea infestante, che quest’anno appare in particolare aumento in tutta la provincia per effetto del clima favorevole (caldo e secco) di quest’estate. E che ha attecchito anche nel capoluogo, nonostante gli sforzi dell’amministrazione per contrastarla e l’esecuzione di tutti gli sfalci previsti nelle aree pubbliche.

Nel Comune, difatti, è in vigore fin dal 2006 l’ordinanza che prevede l’obbligo di tre tagli (uno entro la prima decade di luglio, un altro entro la prima di agosto e l’ultimo nella terza, regolarmente eseguiti), rivolto a tutti i proprietari di aree verdi incolte e di aree verdi industriali dismesse, ma anche ai responsabili di cantieri edili, all’Anas, alle Fs e alle Fnm per i tratti di loro competenza. L’ordinanza inoltre invita anche tutta la cittadinanza ad «eseguire nei mesi estivi una periodica e accurata pulizia da ogni tipo di erba presente negli spazi aperti (cortili, parcheggi, marciapiedi interni) di propria pertinenza».

Nei parchi e giardini comunali, oltre che le scuole e tutti i viali alberati (ad esempio quelli di viale Aguggiari, via Dandolo, viale Belforte o via XV Aprile), in ogni caso «non si trova neanche una pianta di ambrosia – assicura Piero Cardani, dirigente dell’area Tutela ambientale, responsabile del verde pubblico del comune di Varese – che viene rimossa, non solo alla germogliazione, ma ben prima nel corso dei diversi sfalci programmati periodicamente. Le piante, semmai si possono trovare nei terreni privati, specie in presenza di terra smossa». È tra le tante aree verdi della città giardino, o nei cantieri, che infatti si nasconde l’ambrosia, dove è anche più difficile da individuare ed estirpare.

Ma su cui comunque vigila il nucleo ambientale della polizia locale che quest’estate ha già eseguito una ventina di interventi, intimando la rimozione con la minaccia della sanzione amministrativa: «I privati devono rimuovere l’ambrosia se presente nelle loro proprietà – afferma il coordinatore, Gianni Asiatico – se la pianta viene individuata, si ricerca il proprietario e si intima il taglio entro tre o cinque giorni se molto grande e già fiorita, al massimo entro 10 se piccola. Altrimenti, scatta la sanzione con taglio immediato. L’ultimo caso è stato 15 giorni fa a Sant’Ambrogio: solitamente l’ambrosia si trova in terreni incolti e i proprietari ne sono assolutamente ignari, ma una volta sollecitati si dimostrano collaborativi».

Nonostante gli sforzi, però, l’ambrosia resta in città e anzi aumenta sempre più. Si stima che almeno il 6% della popolazione sia soggetta ai sintomi allergici. E se la presenza più massiccia si riscontra nell’area meridionale della provincia, il capoluogo non può dirsi certo immune: «Provenendo dall’estero, attraverso gli aeroporti, la maggior concentrazione e diffusione si riscontra in zona Malpensa – spiegano dal servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl di Varese – ma ormai è presente ovunque in provincia». Come ogni anno l’Asl ha fornito alle amministrazioni comunali le indicazioni sugli sfalci periodici necessari: «Azioni che vanno svolte prima della fioritura, perché adesso potrebbero avere effetti anche più dannosi per la dispersione dei pollini – precisano gli esperti – è necessario un grande impegno per i comuni, ma purtroppo l’ambrosia è ormai una questione seria su cui serve la collaborazione dei cittadini, anche nel segnalarne all’amministrazione la presenza sul territorio».
Piero Orlando

s.bartolini

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