New York, 27 gen. (Apcom) – “Change”, cambiamento, è stata la
parola più pronunciata dall’allora candidato alla nomination
democratica durante la campagna elettorale. Ora che è presidente
degli Stati Uniti, Barack Obama sta facendo di tutto per
dimostrare che non si trattava solo di uno slogan, segnando ogni
giorno in modo più netto la rottura rispetto al suo predecessore
George W. Bush, ora anche in materia di politiche ambientali.
A finire nel cestino sono state ieri le leggi volute da Bush in
materia energetica: Obama ha ordinato all’Environmental
Protection Agency, l’agenzia americana per la protezione
dell’ambiente, la revisione della legge vigente, autorizzando la
California e altri 13 stati dell’Unione (Arizona, Connecticut,
Maine, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New Mexico, New York,
Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont e Washington) a
fissare standard più severi sui gas di scarico delle automobili.
Si va inoltre verso nuove linee guida sull’efficienza dei
consumi per il settore auto, che dovrebbero entrare in vigore già
per la produzione dei modelli del 2011. La legge approvata dal
Congresso nel 2007 fissa come obiettivo il 2020 per applicare gli
standard di efficienza allora fissati per le auto, che dovrebbero
arrivare a percorre 35 miglia per gallone (14,8 chilometri con un
litro), il 40 per cento in più rispetto ai valori attuali.
“Voglio essere chiaro: l’obiettivo non è mettere ulteriore
pressione sull’industria automobilistica già in difficoltà, ma
aiutare il settore a prepararsi per il futuro”, ha detto Obama.
A testimonianza del grande rilievo che l’amministrazione Obama
intende dare alle politiche ambientali, il segretario di Stato
americano Hillary Clinton ha scelto Todd Stern come inviato
speciale per i cambiamenti climatici.
“In un’ottica volta alla sicurezza, dell’economia e del pianeta,
dobbiamo avere il coraggio e l’impegno a fare dei cambiamenti”,
ha detto Obama parlando dalla East Room della Casa Bianca, dove
ha firmato l’ordine esecutivo che chiede appunto all’Epa la
revisione della legge attuale. “La linea della mia
amministrazione sarà ridurre la dipendenza dal petrolio prodotto
all’estero, dando vita a una nuova politica energetica che
contribuirà a creare milioni di posti di lavoro”.
Il Clean Air Act, la legge sulle emissioni nocive siglata nel
1963 e quindi emendata successivamente nel 1970, 1977 e 1990, dà
alla California l’autorità speciale di regolamentare gli standard
sulle emissioni dei gas di scarico delle auto perché la legge
dello stato è precedente a quella federale. Tuttavia, occorre
comunque una deroga speciale federale che, se arrivasse,
consentirebbe ad altri stati dell’Unione di adottare gli stessi
standard fissati in California. Nel 2007, l’amministrazione Bush
negò l’autorizzazione, assecondando le richieste arrivate dal
settore auto e nonostante l’opposizione dei democratici e di
molti gruppi ambientalisti.
Secondo Obama il Governo di Washington deve lavorare con gli
stati e non contro di loro sull’imposizione di standard più
rigidi sulle emissioni delle auto e dei veicoli pesanti. Fino ad
ora invece, mentre la California e altri stati si sono impegnati
contro le emissioni nocive, “Washington ha intralciato la loro
strada”.
Per evitare di perdere un altro anno Obama ha chiesto al
dipartimento di preparare un regolamento transitorio al più
presto, appunto in modo che le case auto abbiamo il tempo
riorganizzare la produzione per le auto in vendita dal 2011.
“Anno dopo anno, decennio dopo decennio, si è scelto di
posticipare le decisioni anziché agire in modo netto”, ha detto
Obama, sottolineando che “un’ideologia rigida ha ostacolato la
scienza. Gli interessi di qualcuno hanno oscurato il buonsenso.
La retorica ha impedito il lavoro che porta ai risultati e i
nostri leader hanno alzato la voce solo quando i prezzi
energetici salivano”.
Ars-Emc
MAZ
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