Cnr: nel Po pesci con gonadi maschili e femminili


Milano, 3 mar. (Apcom)
– Uno studio sul fiume Po dell’Istituto di
ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche
(Irsa-Cnr), ha evidenziato la presenza di diversi esemplari di
pesci con gonadi intersessuali, cioè contemporaneamente maschili
e femminili. Fin dal primo ritrovamento, molti studi si sono
concentrati su cause, dimensioni e conseguenze del problema.

L’attenzione si è posta sulla parte centrale del Po, dove sono
stati ritrovati numerosi pesci con queste malformazioni,
soprattutto a valle dell’immissione del Lambro. Questo fiume
trasporta importanti quantità di inquinanti al maggior fiume
italiano, e una recente ricerca dell’Irsa-Cnr pubblicata da
Chemosphere dimostra, tra l’altro, una forte attività estrogenica
nel sedimento del letto sia dell’affluente sia, cosa ben più
preoccupante, del recettore.

Anche grazie agli studi di Irsa-Cnr è stato dimostrato che gli
effluenti di scarico di origine urbana e industriale sono, per le
acque superficiali, fonte di inquinanti capaci di alterare le
normali funzioni del sistema endocrino dei vertebrati. Questi
inquinanti hanno origine sia naturale sia sintetica e vengono
utilizzati per scopi quanto mai eterogenei: dalla detergenza
industriale al diserbo in agricoltura, dai plastificanti ai
filtri Uv, dalle vernici antivegetative delle imbarcazioni sino
ai farmaci contraccettivi. Per essi è stata coniata la nuova
categoria degli “interferenti endocrini” (endocrine disrupters).

Il risultato è che le comunità ittiche sono esposte
contemporaneamente a diverse sostanze chimiche che ne alterano il
sistema endocrino. Gli interferenti endocrini immessi nei corsi
d’acqua possono essere trasportati in poche ore per decine di
chilometri. Inoltre, poiché alcuni di questi inquinanti
persistono per lungo tempo in condizioni anaerobiche, possono
facilmente accumularsi nei sedimenti (del letto) costituendo una
sorta di “riserva” nella contaminazione degli ambienti acquatici,
ancora attiva e disponibile.

“Quando un pesce è esposto a queste sostanze”, spiega Luigi
Viganò, ricercatore presso l’Irsa-Cnr, “diversi suoi organi e tra
questi le gonadi, subiscono alterazioni più o meno profonde in
relazione alle concentrazioni applicate. Il danno è tanto più
marcato se l’esposizione avviene negli stadi giovanili e, in base
alla natura chimica dell’interferente, le gonadi mostrano la
comparsa ex novo di caratteri anatomici maschili o viceversa
femminili, come pure l’insorgenza di fenomeni degenerativi che
riducono o compromettono radicalmente il potenziale riproduttivo
del pesce”.

“Alla luce degli studi svolti sia in laboratorio che in campo a
seguito dei primi ritrovamenti di esemplari intersessuali”,
conclude Viganò, “è ragionevole affermare che l’alterazione
gonadica più comune sia quella di femminilizzazione e cioè di
esemplari di sesso maschile il cui testicolo subisce una
trasformazione ad ovario. Gli esemplari pescati nel Po sarebbero
pertanto maschi femminilizzati. Alterazioni di questa natura
possono mettere a rischio la sopravvivenza dell’intera
popolazione di una data specie, tanto più se, come avviene
comunemente nei grandi corpi idrici quali il Po, le cause di
danno sono molteplici e concomitanti”.

Red/Gfp

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