Un cocktail ad alta gradazione alcolica servito a un ragazzino di appena 13 anni è costato dieci giorni di chiusura a un bar del centro di Busto Arsizio. Il provvedimento, disposto dal Questore di Varese, è stato notificato mercoledì 5 agosto dagli agenti della Polizia di Stato al termine di un’istruttoria avviata dopo un controllo effettuato nei giorni scorsi.
L’episodio risale al pomeriggio del 4 agosto, quando una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato di Busto Arsizio è entrata nel locale per un ordinario controllo. Durante le verifiche, gli agenti hanno notato un ragazzo di 13 anni che cercava di nascondere sotto la sedia un bicchiere contenente un “Angelo Azzurro”, cocktail noto per l’elevato contenuto alcolico.
Interrogato dai poliziotti, il giovane avrebbe ammesso di aver acquistato personalmente la bevanda al bancone del bar.
La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata durante gli accertamenti. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la titolare dell’esercizio avrebbe assunto un atteggiamento poco collaborativo, rifiutandosi inizialmente di mostrare la documentazione relativa alla licenza. Avrebbe inoltre sostenuto che il drink non fosse una bevanda alcolica e, successivamente, avrebbe invitato il tredicenne ad affermare di essere maggiorenne.
Nel corso del controllo gli agenti hanno anche rilevato che numerosi clienti presenti nel locale risultavano gravati da precedenti penali o di polizia, una situazione che, secondo la Questura, era già emersa in occasione di verifiche effettuate in passato.
La Divisione di Polizia Amministrativa della Questura ha quindi istruito il procedimento che ha portato all’adozione della misura. Nel valutare il provvedimento, il Questore ha tenuto conto anche del fatto che lo stesso esercizio commerciale, già con la precedente gestione, era stato destinatario di quattro sospensioni della licenza.
Per questi motivi è stata disposta la sospensione dell’attività per dieci giorni, misura adottata per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre nei confronti della titolare sono state avviate le contestazioni previste dalla normativa per la somministrazione di alcol a un minore.













