Nuovi sviluppi nella vicenda che ha scosso il centro di Luino nel pomeriggio di domenica 11 gennaio, durante le operazioni di soccorso per un incidente stradale avvenuto tra viale Dante, Palazzo Verbania e piazza Garibaldi. L’uomo che aveva aggredito un carabiniere colpendolo con un pugno al volto è stato rimesso in libertà nella giornata di lunedì 12 gennaio.
Il protagonista dell’episodio è un cittadino rumeno di circa quarant’anni, senza fissa dimora, che al momento dei fatti si trovava in evidente stato di ebbrezza. Durante l’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe creato disordini, disturbando le operazioni e attirando l’attenzione dei carabinieri della Stazione di Maccagno, intervenuti per riportare la calma.
Nonostante i ripetuti inviti a mantenere un comportamento adeguato, la situazione è improvvisamente degenerata: l’uomo ha sferrato un pugno al volto di un militare dell’Arma, accompagnando l’aggressione con minacce e frasi urlate in inglese, tra cui “Fuck you, I kill you!”. A quel punto si è reso necessario l’intervento di una pattuglia del Radiomobile di Luino per contenere l’esagitato.
L’uomo è stato quindi arrestato e condotto nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di via San Pietro, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Anche qui, tuttavia, il comportamento è rimasto violento: rifiutandosi di entrare in cella, avrebbe sputato contro uno dei militari.
Nelle ore successive è emerso che il reato di resistenza a pubblico ufficiale non è stato perseguito con misure restrittive e che, una volta rimesso in libertà, all’uomo è stato notificato un provvedimento di allontanamento, con l’intimazione a non trattenersi nelle aree di Luino, Varese e nei Comuni limitrofi.
A rendere la vicenda ancora più delicata è il passato recente del soggetto. Nei primi giorni di gennaio, infatti, lo stesso uomo sarebbe stato protagonista di un grave episodio di violenza all’interno di un ospedale della provincia di Milano, dove avrebbe aggredito con un pugno un medico e messo a soqquadro alcuni locali della struttura sanitaria.
Una sequenza di episodi ravvicinati, accomunati da aggressioni fisiche ai danni di operatori pubblici, che riaccende il dibattito sull’efficacia delle misure cautelari previste dal codice di procedura penale, sulla valutazione della recidiva e sulla tutela di chi svolge funzioni di servizio pubblico. Temi che, ancora una volta, alimentano indignazione e rabbia tra i cittadini, sentimenti che trovano ampia eco anche sui social network.













