Affair Fonsai: dissequestrato l’Ata Hotel di Varese. Il resort di via Albani era stato sottoposto a sequestro preventivo lo scorso 12 agosto dopo l’arresto di e delle figlie: il gip di Torino aveva messo “i sigilli” a cinque alberghi riconducibili al gruppo Fondiaria-sai e ad altri beni mobili ed immobili nelle disponibilità della famiglia Ligresti. Un patrimonio del valore di 251 milioni di euro.
Ieri il tribunale del Riesame di Torino ha ribaltato la situazione: le motivazioni alla base del provvedimento saranno depositate nei prossimi giorni. L’Ata Hotel di Varese, costruito in occasione dei mondiali di ciclismo del 2008, non ha mai cessato la propria attività: la struttura (di proprietà del gruppo Unipol di cui Fondiaria-sai fa parte) ha riaperto regolarmente il 26 agosto scorso dopo lo stop per ferie: «e l’attività proseguirà normalmente anche in futuro. Tutte le prenotazioni sono garantite così come lo sono sempre state», spiegano dalla direzione, sottolineando anche che la proprietà dell’hotel non è della famiglia Ligresti.
Sono cinque, ad oggi, i ricorsi accolti dal Tribunale del Riesame di Torino, che ha dissequestrato i beni di Fondiaria Sai e della famiglia Ligresti nell’ambito dell’inchiesta Fisher Langè. Oltre a quelli dei legali di e , arrestati lo scorso luglio, sono stati accolti anche quelli presentati dagli avvocati di – che sarà interrogato domani a Lugano, dove risiede – dell’ex manager Fonsai , tuttora ai domiciliari, e della Fondiaria Sai. La compagnia assicurativa passata nel frattempo sotto il controllo di Unipol, aveva criticato il sequestro, ritenendolo «assolutamente non condivisibile».
Secondo le stime delle Fiamme Gialle, il totale dei beni sequestrati (251,6 milioni) era corrispondente al profitto illecitamente ottenuto attraverso i reati commessi dagli indagati ovvero falso in bilancio e aggiotaggio. Tesi, quest’ultima, non condivisa dai giudici del Riesame che, per questo motivo, hanno disposto il dissequestro. I giudici del Riesame, secondo quanto si apprende, hanno invece respinto l’eccezione di competenza territoriale che era stata avanzata dai difensori, confermando quindi che il procedimento si dovrà tenere a Torino. La procura potrebbe decidere di ricorrere contro la decisione del Riesame in Cassazione impugnando il dispositivo depositato dai magistrati torinesi nel tardo pomeriggio di ieri.
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