– Mattinata di ordinaria follia ieri tra Gallarate e Busto Arsizio: un uomo di 53 anni si è asserragliato nello studio di una avvocatessa di Busto dopo aver preso in ostaggio, con la minaccia di un coltello a serramanico, la ex moglie e lo psicologo che lo teneva in cura dopo la separazione dalla coniuge. Dopo un paio d’ore vissute ad alta tensione sull’asse tra Gallarate e Busto i poliziotti del commissariato di Busto, in sinergia con i colleghi di Gallarate, lo hanno braccato e arrestato. Dovrà rispondere di sequestro di persona, violenza privata e porto ingiustificato del coltello.
Ma andiamo con ordine. L’autore del folle gesto è residente a Gallarate: il raptus, degno di un film d’azione, potrebbe essere collegato a una serie di problemi che l’uomo ha accusato dopo la separazione dalla moglie. I fatti si sono svolti a partire dalle 9.30 quanto l’individuo si è presentato allo studio dello psicologo che lo ha in cura. Appena intercettato il professionista, il paziente gli ha puntato alla gola un grosso coltello a serramanico minacciando di ucciderlo.
Lo stesso trattamento ha poi riservato a una collega di studio arrivata nel frattempo e, dopo avere costretto entrambi a consegnare i telefoni cellulari, ha obbligato lo psicologo a mettersi alla guida della sua autovettura. Secondo la ricostruzione effettuata dai poliziotti si è seduto al suo fianco e lo ha sollecitato a partire. A quel punto la collega dello psicologo è riuscita ad allertare la Polizia.
La tappa successiva è stato il posto di lavoro della ex moglie a Busto Arsizio. Qui l’esagitato è entrato nella ditta, costringendo la donna a salire in macchina. Tutti e tre a questo punto, lo psicologo alla guida, la moglie seduta al suo fianco e il sequestratore sul sedile posteriore che li teneva sotto controllo con il coltello, hanno raggiunto
lo studio dell’avvocato di Busto Arsizio che ha seguito la separazione dei coniugi. Decisiva è stata la tempestiva reazione della legale che, nonostante la lama rivoltale contro, è riuscita a fuggire dalle scale condominiali favorendo la fuga anche allo psicologo e alla moglie del sequestratore. Tuttavia l’uomo è riuscito ad entrare nello studio, chiudendosi all’interno con una collaboratrice dell’avvocato.
Quando i poliziotti sono arrivati sul posto hanno trovato la porta chiusa a chiave dall’interno sentendo la voce di una donna che piangeva. Finalmente, dopo alcuni minuti di insistenti richieste, la porta si è aperta e i poliziotti si sono trovati davanti la segretaria e, alle sue spalle, il responsabile che è stato immediatamente bloccato. Arrestato, lo hanno trasferito a Busto.