VARESE Il Pdl si spacca sull’omosessualità. A scatenare la discussione, l’appuntamento di venerdì sera organizzato dall’ala laica con i clienti del noto disco club varesino Zsa Zsa. Un incontro inatteso che ha visto in prima linea Lara Comi, europarlamentare e coordinatrice provinciale del partito, e Luca Marsico, vicepresidente della Provincia e candidato alle elezioni regionali. Con loro L’appuntamento, dal titolo “…ballando per i nostri diritti”, è stato «un confronto con il mondo omosessuale – spiega Comi – per meglio comprendere quali difficoltà si incontrano in questa società. Io stessa ritengo giusto il riconoscimento delle unioni gay, non amo chiamarli matrimoni. Non sono favevorevoe, però, alle adozioni». Comi, poi, ha criticato alcune affermazioni di Paolo Binetti (Udc): «Ha detto una grande sciocchezza nel momento in cui ha affermato che l’omosessualità è una deviazione. In Europa c’è una mentalità più aperta, l’Italia è un po’ arretrata». «La nostra Costituzione sancisce che siamo tutti uguali, e l’uguaglianza è un principio cardine di ogni società – ha aggiunto Marsico – E anche a voi vanno riconosciuti i medesimi diritti che sono riconosciute alle altre coppie». Il primo a far presagire un cambio di rotta del partito in materia di diritti delle coppie omosex era stato proprio Silvio Berlusconi, il 7 gennaio, quando il Cavaliere con un cenno
d’assenso del capo aveva spiazzato tutti dicendosi d’accordo sulla necessità di arrivare ad un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. In campagna elettorale tutto è possibile, ma Comi e Marsico garantiscono che non si tratta di una manovra fine a se stessa: il dialogo continuerà anche dopo le elezioni. E il Pdl provinciale avrà una referente per i diritti degli omosessuali: Paola Rizzo, che si dice fiduciosa che qualcosa in materia possa cambiare. «Io amo il Cavaliere – commenta – è un uomo di parola, che ha sempre mantenuto ciò che ha promesso». Ma da parte dell’area ciellina arriva la levata di scudi. Raffaele Cattaneo, durante la sua convention di ieri, ha puntualizzato alla platea: «Siamo un grande partito con sensibilità diverse, per questo chi ha la nostra concezione della famiglia deve fare quadrato sugli esponenti che la pensano come noi. Io non ho niente contro i gay, e li rispetto. Ma ho una concezione della famiglia che non è la loro». E ancora più duro Roberto Formigoni: «Assistiamo a una deriva zapaterista e hollandista sul riconoscimento del matrimonio omosessuale. Che a Milano il buon sindaco Pisapia ha già iniziato a realizzare. E sono diventati la nuova carta d’identità della sinistra. E lo farebbero più pesantemente in Lombardia, avendo anche uno strumento legislativo».
s.bartolini
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