Commercio al dettaglio in crisi: in 13 anni sparite oltre 130mila imprese in Italia

Negli ultimi tredici anni il commercio al dettaglio italiano ha perso più di 130.000 imprese attive, passando dalle 817.000 del 2011 alle circa 645.000 del 2024, con un calo del 16%. Lo segnala lo studio “Il Valore della Reciprocità”, realizzato da Nomisma nell’ambito dell’Osservatorio Reciprocità e commercio locale.

Un fenomeno che, sottolinea la ricerca, si manifesta in una fase storica di indebolimento dei legami sociali ed economici, mentre proprio il commercio di prossimità continua a rappresentare un presidio importante per la coesione delle comunità locali e dei territori.

Lo studio nasce da una crescente esigenza di analizzare le conseguenze della cosiddetta “desertificazione commerciale”, che colpisce tanto le periferie delle città quanto i centri minori. Il risultato è spesso un calo nella qualità della vita, un’offerta di servizi più povera per i residenti e un aumento dei segnali di degrado urbano.

Nonostante ciò, l’84% degli italiani riconosce l’importanza dei negozi di prossimità per sostenere l’economia locale. Per l’81% sono elementi vitali per la vivacità delle città, mentre il 72% li ritiene generatori di un impatto sociale positivo.

«Alla base dello studio c’è l’idea di reciprocità, cioè un’azione positiva che non prevede un ritorno immediato – spiega Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma –. I dati raccolti nella prima survey del 2025 mostrano una forte consapevolezza del valore che questo principio ha nella quotidianità».