– Un richiamo all’unità. Perché il centrosinistra ha l’occasione storica di governare Varese. Ma non solo. Molto più importante, infatti, è che la coalizione di Davide Galimberti abbia vinto perché i cittadini hanno visto in lui la persona giusta, sostenuta dalla squadra giusta, per risollevare e rilanciare una città trascurata e in declino da anni. Da queste considerazioni parte l’appello di Luca Conte, capogruppo del Pd, che interviene sulla “rivolta degli esclusi” interna
al suo partito, chiedendo a Luisa Oprandi, Fabrizio Mirabelli e Giampiero Infortuna, un gesto di responsabilità. «Il mio invito a tutti i consiglieri – dichiara infatti Conte – è quello d’interpretare al meglio il proprio ruolo, ovvero d’essere assiduo e costante stimolo all’azione operativa della giunta e del sindaco. Le cose da fare per Varese sono molte e ciascuno di noi può contribuire con la propria azione propositiva a migliorare la nostra città».
Il capogruppo getta di fatto acqua sul fuoco. E traccia la strada da seguire per chi voglia, secondo lui e la maggioranza dei democratici, assolvere al compito storico di guidare la città. «La nuova giunta Galimberti è frutto di una nuova e innovativa apertura alla società e alle competenze esterne – continua – al contrario del passato, quando invece assistevamo costantemente alle logore spartizioni di partito cui ci aveva abituato la Lega con i suoi bilancini». Secondo Conte la giunta «ha già avuto modo di dare ripetutamente prova di concretezza ed efficienza, intervenendo e risolvendo, in poche settimane, numerosi problemi concreti che si trascinavano da tempo». Un esempio, il primissimo, messo a punto ancora prima della formalizzazione dell’esecutivo, la questione dei posti mancanti per il doposcuola: grazie al lavoro di Galimberti e dei suoi assessori, per l’anno a venire nessun bambino resterà escluso.
«Questo ci chiede la città – sottolinea Conte – questo ci chiedono i varesini e sono certo che non appena il consiglio comunale sarà chiamato a fare altrettanto, ovvero a entrare nel merito degli atti amministrativi, ogni consigliere (di maggioranza, ma anche di quelle minoranze che hanno annunciato di voler guardare oltre gli steccati ideologici) dimostrerà altrettanta concretezza, coerentemente con l’impegno per il quale ciascuno si è candidato ed è stato votato. Tale atteggiamento dovrà appartenere a tutti, a partire dal gruppo del Partito democratico. Esso rappresenta per numero e competenze una “forza” unica all’interno della maggioranza e del consiglio comunale tutto. Numero significa ovviamente diverse sfaccettature e punti di vista individuali, che devono tuttavia trovare sintesi in una proposta unitaria. Solo così il Pd potrà coltivare la giusta ambizione di rivelarsi motore di questa maggioranza con proposte concrete e idee per il rilancio della città». n













