VARESE Lo stallo dei consumi investe soprattutto i generi alimentari. Aumentano, infatti, le famiglie italiane che, alle prese con il carovita e gli effetti della crisi, sono costrette a risparmiare su cibo e bevande. Lo sostiene la Cia (Confederazione italiana agricoltori), in merito ai dati diffusi da Istat e Confcommercio. Siamo piccoli contabili che aggiornano mensilmente il proprio mastrino: attenzione alle offerte, alle promozioni, ai discount. Insomma, l’italiano medio, in base alla fotografia compiuta dell’Istat, sembra essere destinato a mangiare meno e peggio. Ma è proprio così? Cosa può permettersi di mangiare una persona avendo dieci euro a disposizione giornalmente? La risposta di molti è stata: «Praticamente nulla». Secondo la nostra indagine non è proprio così, dipende dall’accortezza con cui si scelgono i generi alimentari che finiranno in tavola. Con dieci euro a disposizione è possibile acquistare il cibo necessario per la colazione, il pranzo e la cena. Come? Se si ha la possibilità di consumare a casa i tre pasti, o di prepararsi la famosa “schiscetta” per la pausa pranzo, si può tranquillamente non superare il budget dei dieci euro. Prendiamo in analisi una normale spesa fatta in un discount, il D più. Se si pensa a una famiglia composta da quattro persone che fatica ad arrivare a fine mese, con dieci euro al giorno è possibile coprire tutti e tre i pasti, seppur con una scelta molto ridotta di menù.Una confezione di frollini con gocce di cioccolato da 500 grammi costa 1.89 euro. In alternativa si può scegliere una confezione da sei di treccine della Dely Day a 1.85 euro, oppure dei cereali Choco Crusties a 1.79. A queste scelte, aggiungiamo un litro di latte (0.65 euro), una confezione da sei succhi di frutta Pureland (1.09 euro) e il caffè della moka (250 grammi, 0.89 euro). Per il pranzo, invece, un buon piatto di pasta (Barilla, un chilo, 0.75 euro circa) condite alla puttanesca (420 grammi di sugo
pronto, 0.98 euro), o al ragù (420 grammi di sugo pronto, 1.15 euro). Per cena, non ci sono molte opzioni per rimanere all’interno del budget: petto di pollo alla piastra (0,79 euro circa al chilo) con verdure (insalata mista per quattro 1,95 euro; patatine fritte surgelate “Le specialità di Beppe”, un chilo, 0.99 euro). Se si è single o in due il discorso è differente, i costi si riducono e ci si può permettere ad esempio del roastbeef (un etto e mezzo, 2.75 euro) o delle cotolette, piuttosto che un secondo per pranzo dopo il piatto di pasta e, per i più pigri, anche i piatti precotti surgelati. Al Tigros e all’Iper il discorso non è molto differente se si sta attenti alle promozioni. Per una famiglia di quattro persone, con la cifra sopra concordata, il pesce fresco rimane un miraggio. Per il single o la coppia, le cose cambiano. Sia al Tigros che all’Iper il costo della pasta e dei sughi, stando alle offerte, è abbastanza simile a quello del discount. Le offerte, sempre presenti, sui generi alimentari legati alla prima colazione sono più vantaggiose al Tigros rispetto al super di viale Belforte, viceversa per carne e pesce. In ogni caso, assicurarsi i pasti della giornata con dieci euro, è possibile anche al Tigros. Il menù di una coppia può essere arricchito con una varietà differente di verdure frutta, carne più gustosa e pesce. Ecco cosa si può acquistare all’Iper per non sforare il budget giornaliero a disposizione, preparandosi un primo a pranzo o a cena e abbinando il secondo a un contorno: filetto persico per due, 3.95 euro; filetto di trota salmonata per uno, 2.35 euro; trancio salmone per uno, 2.61 euro; hamburger per due, 2.40 euro; scaloppe di bovino adulto per due, 3.20 euro ; ossobuco per uno, 3.45 euro; lonza di maiale per due, 4.03 euro; nodino di maiale per due, 2.40 euro. Valeria Deste
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