Confcommercio: detassare pro consumi"Ma l’aliquota del 43% passi al 44%"

Confcommercio: detassare pro consumi"Ma l’aliquota del 43% passi al 44%"

Consumi, meno 1% nel 2009, una lieve ripresa- +o,2%, nel 2010, La crisi è nera, la deflazione è dietro l’angolo e il mondo del commercio, riunito a Cernobbio per l’annuale forum, lancia una  proposta che – visti i promotori – fa rumore. Se da un lato l’ufficio studi della Confcommercio suggerisce come misura "irrinunciabile" anti-crisi la detassazione dei redditi da lavoro,

qualche sorpresa la suscita l’articolazione del provvedimento:  riduzione della prima aliquota Irpef dal 23 al 22% e un incremento dell’ultima aliquota dal 43 al 44%. Nel complesso una manovra fiscale di questo tipo, comprensiva del sostegno al reddito di tipo assistenziale, sarebbe di circa 9,8 miliardi di euro la cui copertura andrebbe prevalentemente sviluppata dal lato dei risparmio di spesa pubblica improduttiva.

Benefici ai più poveri
La proposta della Confcommercio va nella direzione di una significativa riduzione della pressione fiscale con benificio esteso agli incapienti, completata da un rafforzamento al reddito dei soggetti privi di occupazione. Un intervento che non genererebbe deficit incrementale in quanto finanziato largamente da due punti percentuali di risparmi sulla spesa pubblica non inclusione della componente sociale nè degli interessi passivi sul debito.
 A completamento o in alternativa alla strategia di riduzione della spesa inefficiente, si potrebbe ipotizzare un conteggio di risparmi realizzabili da una correzione di parametri di eleggibilità per accesso alle pensioni di anzianità e vecchiaia.

La tassazione e la copertura
La Confcommercio suggerisce, per i redditi 2009, una riduzione della prima aliquota dell’Irpef dal 23 a 22%. Il costo ammonterebbe a 4,3 miliardi di euro. C’è poi la proposta di incrementare l’ultima aliquota di un punto dal 43 al 44%, che porterebbe maggiore gettito per circa 300 milioni di euro. La copertura complessiva di una manovra che costerebbe appunto 9,8 miliardi di euro, andrebbe sviluppata prevalentemente dal lato dei risparmi di spesa pubblica improduttiva.

u.montin

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