Roma, 23 giu. (Apcom) – Nessun debito di riconoscenza, i senatori
malandati della nazionale italiana continuano a vestire l’azzurro
perché sono parte di un “processo di ricostruzione”. Una
ricostruzione che, in vista dei Mondiali di Sudafrica 2010, nasce
proprio dai ‘vecchietti’, i reduci della fortunata spedizione che
tre anni fa conquistò la Coppa del Mondo in Germania battendo la
Francia in finale ai calci di rigore. Parola di Marcello Lippi,
che all’indomani dell’umiliante 3-0 subito ieri dal Brasile,
batosta costata l’eliminazione dalla Confederations Cup, ha
vestito i panni del pompiere cercando di arginare il diffuso
pessimismo del day-after. E, soprattutto, dando al termine
“ricostruzione” un significato ben preciso.
“Voi dite che si tratta di puntiglio e cocciutaggine, io invece
resto profondamente convinto che dieci, undici elementi del
gruppo passato sono ancora importanti nel processo di
ricostruzione della squadra che ci sarà dopo la qualificazione
per i Mondiali del 2010”, ha detto Lippi ai giornalisti questa
mattina. “Questo è un periodo di ricostruzione, se non avessi
lasciato la panchina due anni fa si sarebbe chiamato
proseguimento, ma nel frattempo c’è stato un altro allenatore e
si è giocato un Europeo”, ha aggiunto Lippi scaricando
implicitamente parte delle responsabilità sull’ex Ct azzurro
Roberto Donadoni, eliminato dagli Europei del 2008 nei quarti ai
calci di rigore dalla Spagna, poi vincitrice del torneo.
“Nei mesi passati ho sempre detto che nel frattempo, però, oltre alla ricostruzione occorreva anche preoccuparci di raggiungere la qualificazione”, ha aggiunto Lippi, “per questo non si poteva rinunciare a certi giocatori esperti e validi. Nel contesto di questo processo è quindi arrivata la Confederations Cup. L’abbiamo presa sul serio, come
tutte le cose, ma non certamente come un Mondiale”. Ed ecco spiegate, ha aggiunto Lippi, “certe convocazioni”, perché anche altri elementi impedivano un rinnovamento più netto. “Non era giusto togliere ad alcuni giocatori dell’Under 21 le finali dell’Europeo così duramente inseguite. Ho tolto solo Rossi e Santon, di concerto con il ct Casiraghi”.
In Sudafrica, poi, ha ribadito Lippi, l’Italia non si è
presentata al meglio della condizione fisica. “Abbiamo fatto tre
brutte prestazioni, non in linea con le aspettative, ce ne
torniamo a casa amareggiati e delusi, ma rispetto al progetto non
cambia niente”, ha detto il ct. “E la mia non è una sfida nei
confronti di nessuno, il progetto di rinnovamento è in atto e non
è finito qua, quindi non capisco l’accanimento verso un
atteggiamento o verso certi giocatori. Se le cose vanno male, si
valuta e poi si prendono provvedimenti, non si può fare durante
la manifestazione o stamattina. Ma non abbiamo gli occhi foderati
di prosciutto”.
Per Marcello Lippi la deludente eliminazione dalla Confederations
Cup è anche frutto di un periodo difficile per il movimento
azzurro: “Questo è il peggior momento per il calcio italiano da
quando io svolgo questo mestiere, la sua immagine non è più
grande come quella di un tempo”. A contribuire, secondo il
commissario tecnico, ci sono anche le difficoltà economiche dei
club della serie A, costretti a cedere pedine importanti per
quadrare i bilanci. “Se Pirlo dovesse andare a giocare al Chelsea
questa squadra certo non ne risentirebbe – ha dichiarato il cittì
– ma non sarebbe una buona cosa per il nostro campionato”.
Sulla figuraccia dell’Italia di Lippi è intervenuto anche l’ex
Ct azzurro Azeglio Vicini, che ha attribuito il fallimento
azzurro alla percentuale di stranieri nelle squadre di Serie A.
“Bisognerebbe fissare un limite e tornare a come si faceva
qualche anno fa, quando se ne prendevano pochi, ma davvero
buoni”, ha detto Vicini a Ilsussidiario.net. Vicini, che ai
Mondiali di Italia ’90 fu sconfitto in semifinale ai rigori
dall’Argentina, si è inoltre mostrato scettico sulla tesi della
riconoscenza di Lippi nei confronti dei ‘vecchietti’: “E`
difficile dirlo. Se avesse trascurato i campioni del mondo i
giornali l`avrebbero attaccato comunque. Il risultato finale
cambia tutte le carte in tavola – ha detto Vicini – ma spesso le
modifica in eccesso. Lippi doveva fare degli esperimenti e delle
verifiche, ed ha fatto bene a convocare questo gruppo”.
Caw
MAZ
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