Roma, 15 mar. (Apcom) – Il pressing di Confindustria sul governo
affinché vari al più presto un pacchetto di aiuti alle imprese è
sempre più insistente. La crisi è reale e “non è una boutade
mediatica” e servono subito “soldi veri” per affrontare
l’emergenza, dice il presidente degli industriali, Emma
Marcegaglia, rivolgendosi direttamente al premier Silvio
Berlusconi. E sottolinea: “è il momento di usare il linguaggio
della verità” poiché “tacere significherebbe tradire il Paese.
Bisogna usare la parola giusta: emergenza”. Marcegaglia chiede
concretezza e lo stop del braccio di ferro in atto tra Tesoro e
Bankitalia.
Ci rivolgiamo a lei – dice Marcegaglia da Palermo intervenendo
al convegno della Piccola industria di Confindustria.- perché il
governo sia pienamente consapevole della gravità della situazione
e assicuri il sostegno alle imprese. Adesso servono soldi veri su
alcuni punti essenziali”. Il presidente degli industriali tiene a
precisare che la Confindustria conosce “bene” le “difficoltà”
dovute al nostro debito pubblico e le “condizioni internazionali
per il suo finanziamento”. Ma proprio per questo i “denari a
sostegno delle imprese devono essere veri, certi e arrivare
subito. Non chiediamo sussidi, ma ossigeno per poter essere poi
in grado di cavalcare la ripresa appena arriverà”. In assenza di
una vera risposta, “rischiamo di perdere i veri campioni del made
in Italy”.
Marcegaglia ricorda così che “il credito è essenziale per la
sopravvivenza delle imprese”. E in proposito aggiunge: “non
vogliamo vedere i conflitti istituzionali a cui assistiamo oggi,
ma una grande collaborazione tra Bankitalia e governo, tra banche
e imprese”. Dalla sua parte la fotografia scattata qualche giorno
fa dal Centro Studi di Confindustria secondo cui una azienda su
dieci ha difficoltà a ottenere finanziamenti e un’indagine di
Unioncamere da cui emerge che un’impresa su tre denuncia
restrizioni nell’accesso al credito nell’ultimo anno.
Tra le misure che la Marcegaglia punta ad ottenere: un fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese, l’avvio dei cantieri
anche più piccoli, uno sgravio fiscale per le imprese che fanno
uno sforzo importante nel capitalizzare (“Non vi è dubbio – dice
– che le aziende con poco capitale non riusciranno a
sopravvivere”), il pagamento alle aziende dei crediti che vantano
nei confronti della pubblica amministrazione. La Marcegaglia
batte poi il ferro sulle consuete ‘bandiere’ di Confindustria: la
necessità di riforme strutturali, i tagli alla spesa pubblica
improduttiva e alla burocrazia, ma anche ai costi della politica,
a partire dall’abolizione delle province.
La leader degli industriali promuove infine le misure del
governo sugli ammortizzatori sociali e i co.co.co., anche se
aggiunge che non si possono dare sussidi di disoccupazione “se
poi non riusciamo a creare nuovi posti di lavoro perchè le
imprese falliscono”.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia, dopo l’intervento di
quest’ultima a Palermo si sono sentiti per telefono, “dandosi
appuntamento martedì pomeriggio per un confronto sulla grave
crisi economica e sui provvedimenti urgenti da prendere”. Lo
rende noto un comunicato di Confindustria.
Cos/
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