Continuano le ricerche di Giovanni C’è una pista e porta in Svizzera

Continuano le ricerche di Giovanni C’è una pista e porta in Svizzera

VARESE Cresce la preoccupazione per Giovanni Giacomini. Dopo un fine settimana di ricerche, del giovane 31enne di Capolago ancora nessuna traccia. Le perlustrazioni con gli elicotteri organizzate da Europa Investigazioni nel pomeriggio di sabato non hanno prodotto alcun risultato. Ma le immagini aeree visionate dopo l’operazione hanno permesso l’individuazione di alcune zone particolarmente interessanti ai fini delle ricerche. Ricerche che però si complicano e potrebbero dirigersi anche oltre confine. Tra le ultime testimonianze c’è anche quella di una signora che porterebbe Giovanni dritto in Svizzera.

«Sono stato contattato da una signora – ha dichiarato Walter Piazza, presidente di Europa Investigazioni – Secondo quanto ci ha segnalato, la donna avrebbe notato un giovane molto somigliante a Giovanni nel pomeriggio di giovedì scorso, 5 maggio. Al momento – continua l’investigatore privato varesino – non mi voglio pronunciare perché stiamo ancora verificando i dettagli per cercare di capire se anche questa testimonianza possa essere attendibile». Un avvistamento che, se confermato, aprirebbe nuovi scenari: «Oggi mi confronterò con la mia squadra per fare il punto della situazione. E’ evidente che – ha detto Piazza -, soprattutto se troveremo riscontri positivi riguardo quest’ultima testimonianza, cambieremo strategia di ricerca».

Intanto i genitori di Giovanni stanno assistendo ad ogni operazione con il cuore in gola, sentendo ogni giorno di più il peso della sua assenza. Sono ormai passati dieci giorni da quel venerdì 29 aprile quando il 31enne è uscito di casa per andare, come aveva detto a sua madre Maria, a trovare un amico. Da allora di Giovanni non si è saputo più nulla. Anche la troupe di “Chi l’ha visto?”, la trasmissione in onda mercoledì sera su Rai3,

ha puntato i riflettori sul caso. Dopo aver assistito alle perlustrazioni aeree del fine settimana, i giornalisti Rai hanno fatto sopralluoghi nella zona di Capolago e della Schiranna. Hanno raccolto anche molto materiale, mettendo insieme le testimonianze di famigliari e amici, oltre a quelle degli Angeli Urbani e degli osservatori volontari di Varese che Giovanni era solito frequentare. Intanto i suoi genitori, Maria e Ovidio, affranti, non si stancano di ripetere: «Torna, non è successo nulla. Ti aspettiamo a braccia aperte».

Benedetta Magistrali

e.marletta

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