Milano, 24 gen. (Apcom) – L’intesa sui contratti raggiunta ieri
tra governo, imprese e sindacati rappresenta una “svolta”, in
continuità con l’operato del governo Prodi: è il pensiero di
Enrico Letta, ministro ombra del Welfare del Partito Democratico,
che nel governo Prodi era sottosegretario alla presidenza.
“E’ una svolta – dice Letta – nel senso che, pur arrivando nel
bel mezzo di una crisi economica e finanziaria, l’intesa conclude
finalmente una lunga trattativa. Anche nel governo Prodi si
lavorò per valorizzare il secondo livello di contrattazione. Ma
si tratta anche di una svolta culturale, positiva: si passa da un
modello di relazioni industriali dialettico a uno partecipativo”.
Tra i contenuti importanti della riforma Letta segnala la
triennalità dei contratti, il fatto che gli aumenti decorreranno
dall’inizio e non quando viene rinnovato il contratto, così come
l’inflazione prevista al netto della componente energia.
Letta è soddisfatto perchè la riforma, quando la crisi sarà
passata, “potrà contribuire a far ripartire l’Italia alla stessa
velocità dell’Europa”. Per finanziare la riforma degli
ammortizzatori sociali Letta propone di “mettere un contributo
sui redditi alti, compresi quelli dei parlamentari, per dare un
segnale di quali sono le vere priorità”.
Letta dice di non credere che ci siano motivazioni politiche
dietro la scelta della Cgil di non firmare l’accordo: il
sindacato “aveva espresso critiche già nelle settimane e nei mesi
scorsi. Mi auguro che il confronto resti aperto e porti tutti i
sindacati a convergere”.
Mon
MAZ
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