Una vasta operazione della Guardia di Finanza ha interessato i principali centri di immersione dei laghi del Nord Italia, coinvolgendo anche il Lago Maggiore e il Lago Ceresio. I controlli, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale di Como, hanno riguardato complessivamente 20 diving center distribuiti tra i laghi di Como, Maggiore, Ceresio, d’Orta, d’Iseo e di Garda, oltre ad alcune aree dei fiumi Mincio e Po.
Al termine delle verifiche sono emerse irregolarità in nove strutture, con sanzioni amministrative che raggiungono complessivamente circa 90mila euro.
Attrezzature non a norma e carenze nella sicurezza
Le violazioni accertate hanno riguardato diversi aspetti ritenuti fondamentali per la sicurezza delle immersioni. Tra le contestazioni figurano la mancata manutenzione delle attrezzature subacquee, l’assenza delle necessarie dotazioni di primo soccorso, la mancata iscrizione al Registro delle imprese e, in alcuni casi, l’assenza dei requisiti richiesti per svolgere l’attività di istruttore subacqueo.
Si tratta di irregolarità che possono incidere direttamente sulla sicurezza dei praticanti e sul corretto svolgimento delle attività ricreative.
Le nuove regole per i centri di immersione
I controlli sono stati effettuati nell’ambito della nuova normativa che disciplina in modo organico il settore delle attività subacquee ricreative. Le disposizioni impongono ai diving center di garantire attrezzature conformi agli standard previsti, sistemi di emergenza efficienti, coperture assicurative e tutti gli adempimenti amministrativi necessari per operare.
Anche istruttori e guide devono possedere i brevetti richiesti, un certificato medico in corso di validità e un’idonea copertura assicurativa.
Registro delle immersioni e limite ai partecipanti
La normativa introduce inoltre l’obbligo di tenere un registro delle immersioni, nel quale annotare i principali dati relativi a ogni uscita. Il documento deve essere conservato per almeno sei mesi ed essere disponibile in caso di controlli da parte delle autorità.
Per garantire maggiori livelli di sicurezza è stato fissato anche un limite massimo di sei partecipanti per ogni istruttore o guida durante le immersioni.
L’operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza finalizzate a contrastare le irregolarità nel settore, tutelare gli operatori che rispettano le regole e garantire condizioni di sicurezza a tutti gli appassionati che frequentano i laghi del Nord Italia per praticare immersioni ricreative.













