Roma, 28 feb. (Apcom) – Il Governo introdurrà la sanzione del
“fallimento politico” nelle norme anti-corruzione che il
Consiglio dei ministri discuterà domani. Lo ha annunciato il
ministro Maurizio Sacconi, alla vigilia della riunione
dell’esecutivo di domani chiamato a dare il disco verde al
provvedimento voluto dal Premier Silvio Berlusconi, la cui
approvazione era stata rinviata nell’ultimo Cdm.
“Il fallimento politico, come il fallimento civilistico, si
determina quando si evidenziano nelle amministrazioni locali e
regionali alcuni indicatori negativi di bilancio”, spiega il
ministro del Welfare in un’intervista al ‘Corriere della sera’.
Le conseguenze sono “il commissariamento dell’ente”, nel senso
che “i libri non vengono portati in tribunale ma al popolo
elettore. La conseguenza però è la stessa: gli amministratori
falliti sono ineleggibili a quella e ad altre catiche. E tutto
ciò – precisa Sacconi – anche quando non c’è rilevanza penale”.
Ska/Pol
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