La gestione dell’emergenza Covid torna al centro del dibattito politico e scientifico. In un’intervista di Francesco Borgonovo pubblicata da La Verità, la virologa Maria Rita Gismondo interviene sui lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia e sostiene la necessità di approfondire alcune delle scelte compiute durante gli anni dell’emergenza.
Secondo Gismondo, dalle audizioni finora svolte emergerebbero elementi che meritano ulteriori chiarimenti, soprattutto sul rapporto tra politica, istituzioni sanitarie e comunità scientifica. La virologa giudica particolarmente significativo il confronto con le testimonianze raccolte dalla commissione e lamenta, a suo avviso, una gestione dell’emergenza nella quale alcune posizioni scientifiche sarebbero state messe ai margini.
Uno dei punti su cui insiste maggiormente riguarda il rapporto tra le decisioni adottate e le evidenze scientifiche disponibili nei diversi momenti della pandemia. Gismondo contesta l’idea che, durante l’emergenza, fosse sempre possibile presentare come definitive questioni che erano invece ancora oggetto di discussione scientifica.
Il nodo delle decisioni durante l’emergenza
Nell’intervista, la virologa richiama anche alcune misure adottate durante la pandemia, sostenendo che sarebbe necessario verificare con maggiore attenzione quali fossero le basi scientifiche di determinate scelte. Tra gli esempi citati figurano le politiche sui dispositivi di protezione, le restrizioni, la gestione delle scuole e alcune indicazioni relative alla vaccinazione.
Il ragionamento di Gismondo parte da una considerazione: in una situazione caratterizzata da forte incertezza, secondo la sua lettura, sarebbe stato indispensabile distinguere più chiaramente tra ciò che era già dimostrato scientificamente e ciò che rappresentava invece una scelta prudenziale o politica.
La virologa torna inoltre sul tema del confronto all’interno della comunità scientifica, sostenendo che durante l’emergenza non sempre sarebbe stato garantito uno spazio adeguato alle posizioni divergenti. A suo giudizio, il successivo esame delle decisioni prese dovrebbe quindi tenere conto anche degli errori e delle incertezze che caratterizzarono quella fase.
Il ruolo della commissione
Gismondo considera la commissione d’inchiesta un’occasione per ricostruire le responsabilità e le motivazioni che portarono alle principali decisioni. Nel suo intervento sottolinea l’importanza di esaminare non soltanto gli aspetti sanitari, ma anche quelli politici ed economici legati alla gestione dell’emergenza.
La critica si estende anche al comportamento di alcuni esponenti del mondo medico e scientifico: secondo la virologa, parte della categoria avrebbe mostrato un atteggiamento eccessivamente prudente nel difendere le proprie posizioni e nel riconoscere eventuali errori.
«Draghi deve essere ascoltato»
Il passaggio più netto dell’intervista riguarda però Mario Draghi, indicato da Gismondo come una delle figure che la commissione dovrebbe ascoltare direttamente.
La virologa sostiene che all’ex presidente del Consiglio dovrebbero essere poste domande precise sulle decisioni assunte durante il suo governo. Tra queste, quelle relative alla comunicazione sull’efficacia e sulla protezione garantita dai vaccini, alle restrizioni e alle misure adottate per contrastare la diffusione del virus.
L’obiettivo, nella prospettiva indicata da Gismondo, sarebbe ottenere risposte documentate e verificabili, distinguendo le valutazioni politiche dalle evidenze scientifiche disponibili in quel momento.
Una riflessione che riapre il confronto
L’intervista riporta dunque al centro una questione ancora controversa: quanto le scelte compiute durante la pandemia siano state determinate dalle evidenze scientifiche e quanto, invece, da valutazioni politiche, organizzative o prudenziali.
Gismondo chiede che questo interrogativo venga affrontato senza pregiudizi e attraverso un esame puntuale delle decisioni prese. La sua posizione è che la commissione debba arrivare a ricostruire il percorso che portò alle misure più controverse e mettere i protagonisti nelle condizioni di spiegare pubblicamente le proprie scelte.












