Una crepa profonda, qualche calcinaccio per terra, e via fratelli Pavesi chiusa al traffico: è ancora al centro dell’attenzione la ex caserma Garibaldi, che nelle intenzioni del Comune dovrebbe diventare una cittadella della cultura, ospitando il nuovo teatro stabile della città e riqualificare piazza Repubblica.
Ma il sindaco è ottimista: «Ho appena parlato della situazione al governatore – ha detto ieri il primo cittadino – se tutto va come spero, entro un anno la situazione si sbloccherà».
La caserma, però, di fatto ora è lasciata a se stessa. Il tratto del muro di cinta che durante il fine settimana ha dato seri segni di instabilità deve i suoi problemi ad un albero troppo cresciuto.
Nato vicino all’angolo del muro tra via Fratelli Pavesi e vicolo San Michele, ora l’albero tenta la fuga: una radice con un nuovo germoglio è sbucata lungo la strada, sollevando l’asfalto e creando una crepa profonda nel muro di cinta, che preoccupa i varesini.
«La manutenzione della struttura ha bisogno di fondi che non abbiamo – è la risposta di Fontana – del resto, i lavori di ristrutturazione della caserma dipendono da accordi con i privati ancora abbastanza in alto mare».
La storia della caserma Garibaldi, un rudere alle porte del centro cittadino, è complessa e ancora senza una soluzione in vista: nata come struttura militare a metà Ottocento, nel 2007 è stata acquistata da Palazzo Estense per due milioni e ottocentomila euro.
L’intenzione è quella di costruire un centro culturale che comprenda il teatro, la biblioteca e spazi per incontri e conferenze, riqualificando nel contempo il comparto di piazza Repubblica.
Tutto è subordinato ad un accordo di programma con la Regione, che ha tempi burocratici decisamente lunghi, anche se, dopo il colloquio di ieri con il numero uno del Pirellone, Fontana è ottimista.
© riproduzione riservata













