Cresce la richiesta di cremazioni a Busto Arsizio: nel 2025 quasi mille autorizzazioni, ma l’impianto va potenziato

Il Comune attende l’ok regionale per la seconda linea, mentre le richieste continuano a salire: nel 2025 quasi 1.000 autorizzazioni e una forte spinta verso nuovi impianti.

A Busto Arsizio la cremazione sta diventando sempre più una scelta diffusa, tanto da far emergere un’esigenza strutturale: l’impianto attuale, gestito da Agesp, è ormai sotto pressione per l’elevato numero di richieste. Lo scorso autunno, infatti, si è reso necessario un intervento sul forno, utilizzato intensamente proprio a causa dell’aumento costante delle pratiche.

Per far fronte a questa crescita, il Comune ha avviato l’iter per realizzare una seconda linea di cremazione. Il progetto è già stato presentato alla Regione, che però ha richiesto alcune integrazioni prima di dare l’ok definitivo. Un passaggio atteso con attenzione, perché la domanda continua a salire e il sistema deve essere in grado di reggere il carico.

I numeri del 2025 confermano la tendenza: sono state 990 le autorizzazioni rilasciate per la cremazione, comprensive sia di corpi che di resti. A fronte di questo dato, i seppellimenti autorizzati sono stati 517. Un fenomeno in crescita anche nelle modalità post-cremazione: nel 2025 sono state 57 le autorizzazioni per la dispersione delle ceneri e 11 per l’affido delle stesse.

La questione, oltre che pratica, è anche culturale: la cremazione è sempre più presente nelle scelte delle famiglie, tanto che sul tema si è recentemente espressa anche la Chiesa, con una lettera dei Vescovi lombardi pubblicata lo scorso novembre.