Milano, 7 mar. (Apcom) – Traghettare l’economia italiana fuori
dalla crisi “implicherà nell’immediato l’aumento del debito
pubblico” a patto che gli interventi decisi dal governo “servano
a incrementare la crescita del reddito nazionale”, facilitando
così il rispetto del vincolo europeo del rapporto deficit/Pil. E’
questa la ricetta del presidente emerito della Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi, per far uscire il Paese dalla crisi. Una ricetta
che lui stesso, dalle pagine de Il Messaggero, definisce come “la
porta stretta; un passaggio che pretende rigore, pazienza,
umiltà, senso di responsabilità”.
Ciampi ritiene che “si deve poter fare affidamento sull’impegno
di tutti, nell’agire individuale e, ancor più, nell’operare
all’interno delle istituzioni: tutte dalla famiglia allo Stato”.
La sua analisi mette in evidenza luci e ombre dell’economia
italiana: “possiamo contare su una capacità di risparmio che non
ha eguali al mondo, un diffuso sistema di piccole e medie
imprese”. Ma non nasconde che “il Paese, non da oggi, arranca”. E
le cause sono “nella condizione precaria della finanza pubblica,
nelle insufficienze dei servizi pubblici, delle infrastrutture,
dell’accumulazione, nel basso livello di concorrenza”.
“Una siffatta economia – conclude – subisce non solo un
arretramento nel novero di quelle più industrializzate, rischia
molto di più”. Per questo occorre “guardare a questa realtà con
lucido realismo, senza indulgere in ottimismi consolatori, senza
cadere in pessimismi paralizzanti”.
Mlo
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