Roma, 28 set. (Apcom) – Gli italiani sono ancora molto preoccupati per la situazione economica e occupazionale ma soprattutto hanno sempre meno fiducia nei principali attori della vita politica e sociale: Governo, opposizione, enti locali, sindacati, mondo bancario ma non escono indenni neanche le associazioni delle Pmi. Colpiti dalla crisi ora provano a guardare al 2011 con qualche speranza. E’ quanto emerge dal quarto rapporto su ‘Gli italiani e la crisi’ promosso da Confesercenti-Ispo.
Nell’ottobre del 2009, primo rapporto sulla crisi, il 31% del campione intervistato riteneva certamente positivo l’operato del Governo, a settembre di quest’anno si scende al 23% con uno ‘scivolone’ di otto punti percentuali. Male anche per l’opposizione che è scesa all’11% così come Regioni ed enti locali che passano dal 26% del 2009 al 22% di settembre 2010.
“Si deve elevare la qualità del confronto politico e sociale – annuisce Marco Venturi, presidente Confesercenti – se non vogliamo sprecare altri preziosi mesi”. Cinque le mosse proposte da Confesercenti per rilanciare lo sviluppo: taglio coraggioso delle spese, meno pressione fiscale, investire in infrastrutture, autonomia energetica, lotta alla criminalità.
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