Crisi; Draghi: allarme occupazione, sostenere fasce più deboli

Crisi; Draghi: allarme occupazione, sostenere fasce più deboli


Milano, 21 feb. (Apcom)
– “In Italia gli indicatori degli
ordinativi, delle giacenze di magazzino, dell’utilizzo della
capacità produttiva, del mercato del lavoro segnalano tutti il
protrarsi dell’andamento negativo dell’economia nei prossimi
trimestri. Le ripercussioni sull’occupazione – ha messo in
rilievo – non si sono ancora pienamente manifestate: gli
indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigurano un
netto deterioramento. Al calo della produzione, si associa un
repentino aumento del ricorso alla Cassa integrazione guadagni.
Le imprese si attendono una flessione dell’occupazione nei
prossimi mesi”.

“La caduta della domanda – ha continuato il Governatore – può
colpire con particolare intensità le fasce deboli e meno
protette, i lavoratori precari, i giovani, le famiglie a basso
reddito. Per più di dieci anni – ha ricordato – l’occupazione è
cresciuta in Italia a ritmi sostenuti. Tra il 1995 e il 2008 si
erano creati tre milioni e mezzo di posti di lavoro, soprattutto
grazie all’andamento moderato delle retribuzioni e alla maggiore
flessibilità del lavoro. Sono più che raddoppiate – ha messo in
evidenza Mario Draghi – le posizioni temporanee: nel terzo
trimestre del 2008 l’insieme dei lavoratori a termine, interinali
e a progetto, sfiorava i tre milioni. Per circa quattro quinti di
questi lavoratori il contratto giunge a scadenza entro un anno;
su di loro grava un rischio particolare”.

“Opportunamente – ha sottolineato – il Governo ha esteso
temporaneamente a gran parte delle tipologie di lavoratori
atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.
Il finanziamento di questi interventi è stato di recente ampliato
grazie all’intesa tra Stato e Regioni. Resta l’esigenza di una
riforma organica, che copra l’insieme dei lavoratori tutelandoli
dal rischio di disoccupazione, favorendone il rientro
nell’attività produttiva”.

Sib

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