Crisi economia; Onu denuncia: Un vantaggio per la criminalità


Bruxelles, 11 feb. (Apcom)
– Il panorama e l’organizzazione del
crimine internazionale evolvono velocemente, aumentano potere,
influenza e introiti, finanzia il terrorismo e alimenta la
corruzione, ma la comunità internazionale sembra non voler
reagire con l’intensità necessaria ad un serio contrasto di
questa attività, lo stesso Wto, l’Organizzazione mondiale del
commercio, non si impegna nella lotta alla contraffazione. E in
questa fase di crisi economica quello della criminalità sembra
essere l’unico “settore” che si arricchisce.

La denuncia viene da Sandro Calvani, direttore dell’Unicri,
l’ufficio dell’Onu (con base a Torino) che analizza, elabora e
consiglia i Paesi sulle politiche anticrimine.

Calvani era oggi ad un convegno a Bruxelles, durante il quale ha
lanciato l’allarme sui “ritardi internazionali” nella lotta alla
grande criminalità: “non si sente l’urgenza, c’è poca
collaborazione, poco coordinamento e poco impegno”, ha detto.

“C’è una capacità di reazione debole rispetto al coordinamento
che hanno i criminali – ha spiegato il capo dell’Unicri -, che
agiscono da una parte all’altra del mondo senza neanche
conoscersi personalmente, con una telefonata. Sono veloci
nell’agire e veloci nel cambiare tattiche se è necessario”.

In particolare Calvani ha insistito oggi sul tema della
contraffazione, un fenomeno che ha un giro d’affari spaventoso,
di almeno 200 miliardi di euro, e che sta allargandosi sempre
più, anche sfruttando la crisi economica, permettendo dunque ai
criminali di arricchirsi in questa fase di difficoltà globale. Si
falsifica tutto: scarpe, dvd, cd, dolciumi, cibi, auto, orologi,
pesticidi, alcolici, accendini, batterie, giocattoli, tecnologie,
cosmetici, vestiti.

“La contraffazione è in crescita, in maniera sempre più
pericolosa e i suoi proventi servono a finanziare altri traffici,
come droga e armi, ed alimenta sensibilmente la corruzione”,
denuncia Calvani, aggiungendo che “è in crescita in particolare
nel settore alimentare, anche a causa della crisi economica”.
Sempre più produttori spacciano un olio di “qualcosa” con per
quello d’oliva, ad esempio, considerando la cosa non troppo
dannosa. “Ma bisogna capire che oramai la contraffazione è una
produzione di massa – insiste Calvani – ci sono alcuni paesi del
mondo dove il mercato di prodotti come i compact disk è solo di
falsi, gli originali non esistono, non si potrebbero comprare
neanche volendo”.

L’Unicri punta il dito anche sul Wto. “Non dà attenzione al
soggetto della contraffazione”, denuncia il direttore, e racconta
un esempio, tra i tanti, di un produttore di scarpe francese
leader del mercato: ha scoperto che il suo produttore asiatico,
dove aveva delocalizzato, fabbricava quattro volte in più delle
scarpe ufficialmente commissionate. “Stessa qualità, quindi
scarpe perfette, ma in realtà contraffatte, che invadevano il
mercato”, spiega Calvani.

La contraffazione arriva anche al paradosso: “Il doping è
illegale in tutti gi sport – spiega il dirigente Onu – ma pochi
forse sanno che la gran parte dei prodotti sono dei ‘falsi’, per
cui ci troviamo di fronte ad un reato nel reato”.

La gran parte della merce contraffatta che gira il mondo, spiega
Calvani, viene dalla Cina: “E’ l’85% della produzione globale, ma
corrisponde solo all’1% del totale dell’export cinese”.

In generale il giro d’affari della criminalità internazionale è
valutato a metà tra il Pil italiano e quello britannico: “I
criminali potrebbero essere membri del G8”, denuncia il direttore
dell’Unicri.

Ci sono altri due tipi di crimine internazionale che sono in
costante crescita: quelli ambientali e quelli d’arte. I primi
riguardano in particolare il traffico di animali, di rifiuti
pericolosi, la pesca illegale. Nel campo dell’arte “assistiamo a
vere e proprie spoliazioni di culture, ci sono sono due Paesi,
uno in Africa e uno in Medio Oriente, che hanno perso ben un
terzo del loro patrimonio artistico”, dice Calvani.

La criminalità serve anche a finanziare il terrorismo, ed
alimenta la corruzione. “Criminalità, terrorismo e corruzione
sono tre problemi strettamente connessi spiega il direttore
dell’Unicri – e l’uno non si risolve senza risolvere l’altro,
senza un approccio comune”.

Lor

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