Crisi; Maroni: prefetti vigileranno su credito delle banche a Pmi


Milano, 11 mar. (Apcom)
– Entro fine mese partiranno nuovi
osservatori, coordinati dai prefetti, che vigileranno
sull’erogazione del credito dalle banche alle piccole e medie
imprese. Lo ha detto il ministro dell’Interno Maroni nel corso
della trasmissione “Otto e mezzo” su La7. Il ministro ha detto
che si tratta di una norma “che risale a dicembre del 2008: il
governo – ha spiegato – ha voluto per creare in ogni provincia un
osservatorio coordinato dal prefetto in cui partecipano
rappresentanti delle parti sociali, delle imprese, del sindacato
perchè la crisi non si rifletta sulle piccole e medie imprese con
una politica restrittiva del credito non giustificata dal fatto
che un’impresa non meriti finanziamenti”. E’ una preoccupazione
forte del governo.

I prefetti non potranno decidere se dare o meno il credito a
un’impresa, perchè questo spetta alla banca, ha spiegato Maroni:
“Ma vogliamo evitare che le banche garantite dal governo contro
il rischio di default trasferiscano il rischio su mondo delle
imprese. I prefetti non avranno potere di decidere a chi dare
credito, ma riceveranno segnalazioni da imprese, famiglie e
cittadini che si ritengono danneggiati dal comportamento di una
banca che, senza motivo, chiude una linea di credito o non dà
finanziamenti che dava prima”.

I prefetti – ha detto Maroni – in questo caso sono rappresentanti
del governo e non del ministero dell’Interno, “non fanno i
poliziotti: esprimono sul territorio un’iniziativa a tutela del
mondo produttivo. Sono richieste che vengono da singoli
imprenditori o cittadini che segnalano al prefetto una situazione
personale che va gestita in modo riservato, deve essere fatto
l’albo di chi lamenta mancato intervento delle banche. Confidiamo
sul fatto che per il prefetto, autorità rappresentante del
governo, possa risolvere molte situazioni di disagio che
altrimenti non sarebbero risolte”.

Nel progetto sarà coinvolta la Banca d’Italia: le sedi
provinciali parteciparanno all’osservatorio. Per Maroni “Non c’è
rischio di ingerenza: il prefetto può solo segnalare una
situazione che viene ritenuta anomala. Non è da intendere come
commissariamento delle banche”.

Maroni ha detto di aver trovato nei prefetti una competenza
specifica nella materia. “Hanno portato molti casi di piccole e
medie imprese che hanno avuto problemi e hanno pensato di
rivolgersi ai prefetti senza conoscere l’iniziativa”.

Secondo Maroni non si ripeterà l’esperienza degli osservatori
dell’euro, che non hanno avuto effetto. “Proviamo a realizzare un
sistema che faccia raccolta di informazioni da dare a ministero
dell’Economia e anche attività di moral suasion per regolare il
flusso del credito dalle banche alle imprese”.

Il ruolo dei prefetti come rappresentante del governo, ha
ricordato Maroni, è una riforma che risale a dieci anni fa, mai
attuata, “che vorrei attuare”: la trasformazione delle prefetture
in Uffici territoriali del governo, con il prefetto che
rappresenta il governo ed è front office per il cittadino delle
organizzazioni territoriali. Una struttura che “si sposa bene con
il disegno federale”.

Mon

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