Crisi/ Napolitano in campo. Berlusconi vola a Roma: misure subito

Roma, 1 nov. (TMNews) – Giornata tutt’altro che festiva per i vertici politici e istituzionali italiani, nel giorno del nuovo crollo della Borsa di Milano e del nuovo record dello spread fra i titoli pubblici italiani e tedeschi. E giornata non conclusa, visto che dopo aver accelerato il suo rientro a Roma, Silvio Berlusconi si è chiuso a palazzo Chigi con Gianni Letta e ha reso noto di

aver sentito in giornata il Cancelliere tedesco Angela Merkel, alla quale “ha confermato la ferma determinazione del governo italiano di introdurre in tempi rapidi le misure definite con l’Agenda europea”. Il premier ha convocato in prima serata, “per fare il punto della situazione”, il ministro degli Esteri Franco Frattini, Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi e i ministri della Semplificazione Roberto Calderoli e delle Riforme Umberto Bossi, leader della Lega.

Un vertice di maggioranza, quindi, che dovrà valutare quale
risposta dare a Giorgio Napolitano, che ha reso noto, dopo aver
sentito tanto il presidente del Consiglio quanto i vertici delle
opposizioni, che c’è “un ampio arco di forze sociali e politiche
consapevoli” della necessità di una “larga condivisione” delle
scelte che l’Europa e i mercati reclamano. Scelte “efficaci” che
il capo dello Stato considera “improrogabili” e sulle quali
sembra voler garantire pubblicamente e personalmente a nome del
premier: il presidente del Consiglio “gli ha confermato – ha
fatto sapere il Quirinale con una nota ufficiale – il proprio
intendimento di procedere in tal senso”. Però, ha aggiunto con
quello che può sembrare un tono ultimativo, il tono di un
avvertimento, “il capo dello Stato ritiene suo dovere verificare
le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva”.

Pier Luigi Bersani ha ribadito tuttavia in serata che la disponibilità del Pd e dell’Idv è condizionata a “un gesto politico e necessario di discontinuità e cambiamento”. “Noi non vogliamo ribaltoni. E noi non vogliamo neppure – ha aggiunto – metterci in coda in situazioni definite da altri e che non

hanno credibilità”. Mentre il terzo polo, con una dichiarazione congiunta Casini-Fini-Rutelli, ha chiesto che Berlusconi “venga in Parlamento per illustrare, prima della riunione del G20, le decisioni concrete che assumerà nelle prossime ore. Non è il momento di indugiare oltre in rassicurazioni di rito”. Insomma, l’opposizione mette qualche paletto alla condivisione ritenuta “necessaria” dal Colle.

L’ipotesi più accreditata al momento è che dal vertice serale a palazzo Chigi venga fuori la decisione di anticipare alcune delle misure promesse all’Europa sotto forma di emendamenti al ddl stabilità che è già all’esame del Senato. Le fonti governative sono per ora piuttosto prudenti, ma si parla di una accelerazione sulle dismissioni di beni pubblici, di liberalizzazioni e di qualche grande opera da cantierizzare al più presto. Ma al momento, non è ancora certo se ci sarà l’ipotizzata convocazione del Consiglio dei ministri per domani: possibile solo se la riunione a palazzo Chigi sarà sufficiente a mettere nero su bianco misure concrete da portare in Parlamento.

Bar/Rea

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