Roma, 16 nov. (TMNews) – In un contesto che resta nervoso e volatile, si azzerano i recuperi della Borsa di Milano, che torna a subire ribassi mentre seppure in qualche misura attenuate permangono elevate pressioni sui titoli di Stato italiani, nell’attesa che il premier incaricato Mario Monti sciolga le riserve e annunci una nuova squadra di governo. Ieri, al termine di un’altra seduta
difficile, in cui le emissioni del paese hanno subito altre vendite – che si riflettono in aumenti dei rendimenti e del loro differenziale (spread) rispetto ai Bund della Germania – Monti ha deciso di intervenire con una breve conferenza stampa, in cui ha lanciato pochi e chiari messaggi, tra cui quelli di dirsi fiducioso sul fatto che il paese “saprà superare questa fase difficile”.
Le sue parole e la prospettiva che stia per formarsi effettivamente un nuovo governo hanno avuto ampio spazio sui portali di finanza globali, mentre da giorni gli allarmi sull’Italia sono al centro dell’attenzione dei mercati e alla base delle rinnovate tensioni sulla crisi debitoria nell’area euro. A metà giornata alla Borsa di Milano il Ftse-Mib si attesta al meno 0,86 per cento, laddove poco prima i rialai avevano superato il 2,5 per cento. Le altre maggiori Borse europee procedono contrastate – Londra è al meno 0,43%, Francoforte meno 0,91%, Parigi più 0,32% – mentre l’euro è molto volatile e fluttua attorno alla soglia di 1,35 dollari cui si era precedentemente indebolito.
Stamattina i rendimenti sui Btp decennali hanno segnato attenuazioni, a riflesso di recuperi dei prezzi che su queste emissioni sono in un rapporto inversamente proporzionale con i tassi retributivi, ma poi in parte sono tornati a salire. Sui Btp a 10 anni i rendimenti si attestano al 6,89 per cento a metà giornata, secondo Bloomberg, dal 7,13 per cento visto in apertura, mentre lo spread rispetto ai
Bund, che era sceso sotto della soglia allarmistica dei 500 punti base, o 5 punti percentuali, risale a fino a 511 punti. Soprattutto però viene tenuto d’occhio il rendimento lordo dei Btp, perché il 7 per cento è una soglia ritenuta isostenibile e anche foscamente simbolica, dato che fu una volta superato questo livello che dopo un certo periodo Grecia, Irlanda e Portogallo si rassegnarono a chiedere aiuti.
Voz
© riproduzione riservata










